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PERCHÉ NON POTETE LEGGERE QUEL NOME

La triste storia che dobbiamo raccontare sul giornale di oggi è senza il nome più importante, quello della vittima. Il bimbo travolto dall'auto nel parcheggio della casa famiglia dove lui e la madre...

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La triste storia che dobbiamo raccontare sul giornale di oggi è senza il nome più importante, quello della vittima. Il bimbo travolto dall'auto nel parcheggio della casa famiglia dove lui e la madre erano arrivati da pochi giorni non può essere identificato, perché altrimenti sarebbe riconoscibile - e si saprebbe dov'è - la madre, una donna in fuga da una vita difficile, da un passato fatto di violenza, dal terrore che voleva risparmiare al suo bambino.

Per questo aveva chiesto aiuto allo Stato, per questo si era vista riconoscere il diritto ad essere protetta, per questo era ospite della casa famiglia di Stiava in attesa di un'altra sistemazione.

Stava riuscendo a salvarsi e soprattutto aveva trovato la strada che poteva garantire al suo piccolo sogni e speranze migliori di quelli che la vita aveva riservato a lei. L'incidente di ieri mattina ha distrutto tutto: l'epilogo disgraziato di un'esistenza troppo breve, la fine dei sogni e delle speranze di una donna coraggiosa e sfortunata.

(l.m.)

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