La manifestazione
Mazzella vince al Tar ma sulla Lenci non passa
VIAREGGIO. L’Autorità portuale «ritiene conclusa la procedura a suo tempo avviata dal Comune di Viareggio», per cui ritiene anche che «l’assegnazione della concessione non possa che avvenire tramite...
VIAREGGIO. L’Autorità portuale «ritiene conclusa la procedura a suo tempo avviata dal Comune di Viareggio», per cui ritiene anche che «l’assegnazione della concessione non possa che avvenire tramite una nuova procedura ad evidenza pubblica». Siamo sulla banchina Lenci ed il testo tra virgolette è quanto scrive il segretario dell’Authority, Fabrizio Morelli, all’avvocato Valerio Pardini (Foro di Firenze) legale della società “Mazzella Srl”, quella di Giuseppe Mazzella, pilota del porto. Il quale nell’agosto del 2011 si fece avanti per ottenere la concessione demaniale marittima «allo scopo - ricorda Pardini - di mantenere quattro bocchette erogatrici di acqua potabile dotate di proprio contatore di consumo, nonché di un’ulteriore concessione demaniale marittima allo scopo di mantenere tre colonnine erogatrici di energia elettrica in corrispondenza della banchina Lenci». Banchine, colonnine, servizi da vendere a chi ormeggia: sono gli elementi che ritornano nelle vicende giudiziarie del porto viareggino, segnato dall’inchiesta ancora aperta dalla Corte dei Conti sulla vicenda della banchine per le quali il Comune avrebbe “dimenticato” di incassare 1,5 milioni, così come da quella della Procura di Lucca (pm Fabio Origlio, processo a novembre) che vede coinvolto lo stesso Mazzella. Accusato di aver ripetutamente ed abitualmente dato all’allora nostromo Stefano La Rosa (arrestato un anno fa) somme di denaro ogni mese affinché il nostromo «consentisse ovvero agevolasse l’ormeggio» alle banchine sulle quali Mazzella aveva una concessione per l’erogazione di luce ed acqua. I fatti contestati risalgono al periodo 2006-2011.
«Ci difenderemo», annuncia l’avvocato Pardini, mettendo sul tavolo da gioco la storia delle colonnine richieste sulla Lenci - dove tutt’oggi la corrente arriva alle imbarcazioni ormeggiate mediante cavi volanti che partono dai vicini cantieri -, negate dal Comune che decide di assegnarle a se stesso nonostante la procedura di comparazione aperta, ottenute con sentenza del Tar del 25 giugno scorso, ed oggi negate dall’Autorità portuale.
Pur in presenza di una sentenza del Tar che non lascia dubbi: «I provvedimenti impugnati devono essere annullati», con tanto di condanna alle spese per il Comune (4mila euro oltre gli accessori di legge». Lo stesso Comune a carico del quale - nell’esame della procedura amministrativa e delle contestazioni del ricorrente - il Tribunale amministrativo così si esprime: «Dirimente appare poi la circostanza che la concessione del Comune è stata sottoscritta il 16 ottobre 2012 e registrata il 19 ottobre successivo, con ciò confermandosi che al momento in cui venivano archiviate le domande della ricorrente (cioè il 3 luglio 2012), ancora la concessione non esisteva». Come dire: concessioni post datate...O “acrobazie” degli uffici comunali che in materia di concessioni in porto molto avranno da dire quando sarà chiusa l’inchiesta che la Corte dei Conti ha affidato ai carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca, lo stesso che lavorato in porto per la Procura ordinaria.
«La posizione del Comune - argomenta il legale di Mazzella - si è trasferita in favore dell’Autorità portuale che è tenuta a dare attuazione alle sentenza pronunciata dal Tar». Sentenza che, come tutte, «va applicata», sottolinea Pardini in cerca dell’Ente che - rifiutandosi l’Authority - lo debba fare. (d.f.)
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