Il Tirreno

Versilia

Betti agli assessori: dimettetevi

Betti agli assessori: dimettetevi

Il mal di pancia del centrosinistra nel prendere atto che siamo al dissesto

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VIAREGGIO. La Giunta ha approvato il dissesto (sabato), c’è una fase molto difficile da affrontare, il consiglio di giovedì è chiamato a rendere effettiva la condizione dei conti del Comune, il disavanzo lievita, la città è in ginocchio. O forse tutto questo è solo un brutto sogno. Perché - a ieri sera - il sindaco Betti non aveva i numeri per l’approvazione, in consiglio comunale, delle delibera di Giunta sul dissesto. Betti, costretto agli equilibrismi tra le anime del suo partito (il Pd) e quelle di Sel - molte delle quali unite dall’unico comun denominatore della missione impossibile di difendere le due amministrazioni di Marco Marcucci - ieri sera ha convocato prima gli assessori e poi i consiglieri della maggioranza. Ai primi ha chiesto la disponibilità a rimettere il mandato (e vale anche per i presidenti delle società), i secondi li ha informati dell’atto fatto nel senso dell’azzeramento della Giunta ormai richiesto da chiunque come condizione per il voto sul dissesto, pena la sfiducia verso lo stesso sindaco. Basterà? “Lo scopriremo solo vivendo” cantava il sempreverde Battisti, visto che nel centrosinistra viareggino gli scenari del mattino, ormai da settimane, non sono più quelli della sera e così andando.

Restano le carte, i conti, la delibera del dissesto e la relazione dei revisori: la grande “giostra” delle società partecipate voluta da Marcucci e proseguita da Lunardini e servita «ad aggirare il patto di stabilità», i disavanzi dal 2006 in poi evidenziati dalla Corte dei Conti, i 103 milioni del “tesoretto” della Viareggio Patrimonio che si sciolgono come neve al sole diventando 24 milioni esigibili in chissà quanto tempo. E la pesante relazione del ministero dell’economia post ispezione che ha dato il via agli accertamenti della guardia di finanza che si sono andati a sommare a quelli già aperti. Un quadro da far venire voglia di scappare...E quale miglior via di fuga potrebbe esserci che un commissario prefettizio che non dichiara il dissesto? Un anno di “purga”, la politica che si riposiziona, e poi via verso nuove elezioni, altro giro altra corsa... Non dichiarare il dissesto non cancella la realtà, non fa risvegliare dall’incubo, e probabilmente non salva neppure chi si sente già ad un passo dalla salvezza.

L’opposizione. Dai banchi della minoranza, Massimilano Baldini (Movimento cittadini) e Rossella Martina (“Viareggio tornerà bellissima”) hanno scritto alla Prefettura. Per chiedere di «essere messi a conoscenza se l'organo di controllo dell'Ente comunale e nella fattispecie la Prefettura stessa abbia provveduto, con atto formale e scritto precedente la convocazione del consiglio del 2 ottobre, a notificare ai consiglieri, ai sensi dell'articolo 141 Tuel la proroga della deliberazione consiliare oltre il termine del 30 settembre e, in caso contrario, verificato lo sforamento del termine e la mancata applicazione della corretta procedura legale, se, in applicazione del medesimo articolo, e comunque delle norme di legge, si intende provvedere a nominare apposito commissario ed a sciogliere il consiglio comunale». A Baldini e Martina replica lo stesso Betti: «Il termine è ordinatorio. E la nomina di un eventuale commissario per la predisposizione del bilancio preventivo, peraltro, è lo stesso articolo 141 a disporla, scatta qualora la Giunta non lo abbia approvato entro lo stesso termine». Che non è il caso di Viareggio. «Che il 30 settembre sia da considerarsi un termine ordinatorio e non perentorio è opinabile e diversamente valutato sia all'interno degli enti che dalla stessa giurisprudenza», ricorda netto Baldini. (d.f.)

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