Il Tirreno

Versilia

Sforati i tetti di spesa dei libri tanto non ci sono sanzioni

di Simone Pierotti
Sforati i tetti di spesa dei libri tanto non ci sono sanzioni

In molti istituti superiori della Versilia il prezzo dei testi didattici supera la soglia fissata dal ministero soprattutto nelle prime classi dei licei. Ma c’è chi riesce a non sovraccaricare il costo per le famiglie

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VIAREGGIO. C’è chi sfora anche di pochi spiccioli, chi di due, tre o più decine di euro: nelle scuole superiori della Versilia, che siano licei o istituti, non mancano classi dove il costo pro capite dei libri di testo supera i tetti di spesa imposti dal Ministero. Per carità, nulla di nuovo sotto il sole: le famiglie italiane lamentano il continuo aggiornamento di antologie e manuali o l’arrotondamento per eccesso del prezzo di copertina da parte delle case editrici già dai tempi della lira. Ma con una crisi che morde anche il più piccolo ritocco può risultare indigesto.

Tetti congelati. Le soglie sono quelle fissate dal decreto ministeriale 43 datato 11 maggio 2012 per l’anno scolastico successivo e ratificate da una circolare del 9 aprile scorso - 335 euro per i licei classici e linguistici, 320 per lo scientifico, 274 per l’artistico, 320 per l’istituto tecnico logico e 299 per l’alberghiero limitatamente al primo anno. Gli sforamenti sono consentiti dal sopraccitato decreto purché non superiori al 10 per cento e “adeguatamente motivati dal collegio dei docenti e approvati dal consiglio d’istituto”. Ma si tratta di un vincolo debole: il Ministero al momento non ha previsto sanzioni per chi sfora.

Cominciamo bene. Il primo anno è quello più proibitivo per le tasche delle famiglie: bisogna acquistare tutti i libri indicati nella lista e nel caso dei licei i dizionari sono esclusi dal tetto di spesa. Eppure c’è chi ha cercato di non esagerare: al liceo classico e linguistico “Carducci” di Viareggio si va da un massimo di 312,05 euro a un minimo di 282,90. Qui gli sforamenti si registrano solo in alcune classi del secondo e terzo anno a indirizzo linguistico. Sgarrano i due licei scientifici della Versilia: al “Michelangelo” di Forte dei Marmi si arriva a 324,45 euro, al “Barsanti-Matteucci” di Viareggio a 343,60 euro anche se a partire dall’anno successivo i prezzi calano. Va meglio al liceo artistico “Stagi” di Pietrasanta (248 euro, quasi 30 in meno rispetto al tetto di 274) e all’istituto commerciale “Carlo Piaggia” di Viareggio dove gli indirizzi turistico e amministrativo-finanziario si avvicinano alla soglia di 304 euro senza andare oltre. Al “Galilei” di Viareggio, poi, sfora l’indirizzo del liceo scientifico con opzione scienze applicate (329,40 euro a fronte di un tetto da 304) mentre quello dell’istituto tecnico industriale rientra nei limiti indicati dal Ministero. Al “Marconi” le matricole del corso di enogastronomia e ospitalità alberghiera devono mettere mano al portafogli: il totale di spesa per i libri di testo oltrepassa il limite di 299 euro.

In Italia. Il fenomeno è duro a morire, anche se la situazione è migliorata: nel 2013 una classe su due superava i tetti di spesa, oggi il dato è sceso a due classi su cinque. Una classe su dieci, invece, eccede oltre la soglia del dieci per cento di tolleranza: in altre città le associazioni di consumatori si stanno mobilitando e invitano a segnalare i casi più eclatanti. Anche se, tenendo fede a un vizio tutto italiano, chi sgarra poi non viene punito.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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