Il Tirreno

Versilia

Ordinanza revocata Niente muro in via Comparini

di Roy Lepore

Il passaggio a livello resta, almeno per ora: lo ha deciso il sindaco Betti dopo una riunione tecnica con Ferrovie

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VIAREGGIO. Niente muro in via Comparini. L’ordinanza che prevedeva la chiusura dal 1º ottobre del passaggio a livello, con la costruzione di una barriera per la sicurezza, è stata revocata dal sindaco Leonardo Betti.

Il sindaco Betti lo aveva annunciato, che avrebbe cercato di fermare il progetto di chiusura - con la realizzazione di un muro - del passaggio a livello di via Comparini. Una chiusura che aveva generato una valanga di proteste, perché tagliava in due interi pezzi di città, isolando i quartieri Bicchio e Varignano.

Nel pomeriggio di ieri, come già preannunciato ed a seguito della lettera inviata ieri mattina all’ingegnere Quinzi di Rfi, il sindaco ha avuto un colloquio con l’ingegnere Efisio Murgia della Direzione Territoriale produzione di Rfi Toscana a proposito dell'imminente e già annunciata chiusura del passaggio a livello di via Comparini. Concordando una sospensione. Il sindaco e l’ingegnere Murgia hanno inoltre concordato di vedersi quanto prima per discutere i termini della convenzione firmata nel 2011, che - secondo l’amministrazione comunale - è stato un affare condotto male dalla giunta di allora, visti i pochi soldi ricevuti da Fs per le opere alternative (leggi sottopassi). A seguito di questo colloquio, il sindaco ha dato disposizioni di revocare l'ordinanza.

È senza dubbio un risultato di estrema importanza per tutti i residenti, che avevano fatto sentire la loro voce: sarebbe stato impensabile isolare dei quartieri periferici senza la realizzazione di un sottopasso per i mezzi a due ruote e i pedoni, che diversamente sarebbero stati i primi ad essere penalizzati. Non solo cittadini hanno protestato, si sono aggiunti i commercianti che in questo modo già si trovano a dover fare i conti con un senso unico che sulla via Aurelia da tempo vorrebbero revocato per poter aumentare un po’ il flusso di affari. È vero che questo passaggio a livello è uno dei più “odiati” in città: quando le sbarre si abbassano ci restano come minimo 15-20’ per il passaggio anche di 5-6 treni. Però una soluzione che potesse soddisfare le esigenze di tutti andava trovata e meno male che è stato usato in questo caso il buon senso. C’erano state proteste anche da parte di partiti politici, che si erano uniti al coro di coloro che volevano un passaggio che fosse alternativo ai due cavalcavia, Arcobaleno e quello nuovo dell’asse di penetrazione. La cittadinanza aspetta dunque a questo punto quello che verrà deciso nuovamente da parte dell'amministrazione comunale e Rfi, sperando nell’auspicato sottopasso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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