Il dolore
L’Inps frena sui pensionamenti di dirigenti e dipendenti comunali
Doccia gelata dall’Istituto di previdenza: la delibera approvata il 5 agosto è da correggere Era stata portata alla Corte dei Conti come uno degli elementi del piano di risanamento
VIAREGGIO. Brusca frenata sui prepensionamenti di un centinaio di dipendenti comunali, in tre anni: a invertire la rotta rispetto alla delibera approvata dalla Giunta il 5 agosto scorso è la direzione regionale dell’Inps che risponde ad una nota inviata il 15 settembre scorso dal dirigente del personale Pier Nello Martelli. Dirigente compreso tra i pensionandi dal primo dicembre, che invece ha fatto opposizione sui tempi di preavviso, dopo essere succeduto a Franco Allegretti, il collega che la delibera ha impostato e portato fino all’approvazione. Il giorno dopo il sindaco Betti ha passato la direzione del personale a Martelli, salvo poi - da pochi giorni - metterla nelle mani di salvatore Santoro, ragioniere capo del Comune.
La nota di Martelli - così si legge nella lettera arrivata dall’Inps, a firma del dirigente dell’Area manageriale pensioni Emanuela Paci Tellini - aveva lo scopo di «richiedere ogni chiarimento utile a definire la procedura di prepensionamento dei dipendenti interessati con decorrenza primo dicembre 2014». Tra questi i dirigenti Raffaelli e Martelli.
«La delibera della Giunta comunale di Viareggio - continua la comunicazione Inps - contiene alcuni errori materiali che si segnalano per le dovute verifiche».
Il primo si trova - secondo l’analisi dell’Inps - nella sezione dedicata all’approvazione della nuova dotazione organica. Il totale delle riduzioni prospettato sembra ammontare a 31, anziché 32 come indicato. Con conseguente totale complessivo di 39 dipendenti anziché di 40».
Inoltre, nell’allegato contenente la nuova dotazione organica pari a 577 unità di personale, «risulta chiaro il numero dei 10 dirigenti, mentre non risulta altrettanto chiara l’articolazione del personale non dirigente, suddiviso in “presenti” e “vacanti”. Pertanto si chiede di rinnovare la formulazione della nuova dotazione organica in modo da renderla maggiormente intellegibile e di specificare il numero delle posizioni dichiarate eccedenti». Inoltre - sottolinea il dirigente Inps - «si rammenta che le amministrazioni sono tenute a trasmettere alla sedi Inps la certificazione di conformità ai vincoli previsti dalla normativa vigente e agli obiettivi di riduzione di spesa perseguiti, debitamente sottoscritta dal vertice amministrativo o dal dirigente responsabile».
Per quanto riguarda la «certificazione del diritto rilasciata dalle sedi Inps», la stessa «assume valore meramente dichiarativo atteso che ricade nell’esclusiva competenza dell’amministrazione l’individuazione delle condizioni prescritte per il riconoscimento delle posizioni eccedentarie o soprannumerarie, così come esplicitate nella più volte richiamata circolare numero 4, sulla base delle quali può essere riconosciuto il diritto al trattamento pensionistico in base ai requisiti vigenti anteriormente all’entrata in vigore del Decreto legge 201/20111, convertito con modificazioni nella legge 214/2011». Con buona pace, insomma, del conto alla rovescia indicato come da maggio nella delibera della Giunta Betti. L’Inps, dunque, «attende gli atti rettificati secondo le indicazioni evidenziate e della documentazione necessaria alla liquidazione delle prestazioni pensionistiche richieste».
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