La protesta
Incassi ridotti per il maltempo Primo ok a un Fisco più leggero
Ministero e Agenzia delle Entrate aprono alle modifiche degli studi di settore per le imprese turistiche «Stiamo valutando come fare insieme alle categorie. Ma le tasse mancate dovranno essere coperte»
VIAREGGIO. Il primo colpo è andato a segno. Il ministero dell’Economia e l’Agenzia delle Entrate aprono ufficialmente alle modifiche degli studi di settore chieste dagli operatori turistici - soprattutto balneari - per evitare stangate clamorose dal Fisco, visto il calo dei fatturati nell’estate appena trascorsa.
Gli imprenditori, cioè, hanno chiesto di inserire nello studio di settore per l’anno fiscale 2014 una specie di “clausola maltempo”. In modo da soppesare i mancati incassi per freddo e pioggia sul bilancio delle aziende turistiche. Ed evitare, quindi, che le cifre finali si allontanino troppo da quelle che il Fisco ritiene corrette, e non sospette di evasione. Caso in cui, come si sa, lo Stato fa scattare l’accertamento.
L’apertura, come detto, è ufficiale: arriva in risposta all’interrogazione di un parlamentare di Scelta Civica, Giulio Cesare Sottanelli, membro della commissione Finanze alla Camera dei deputati. Un’interrogazione, quella fatta da Sottanelli al Mef, che riassume le richieste già note degli imprenditori turistici. E pubblicate più volte dal Tirreno.
Certo, il tono della replica del Ministero non può che essere cauto e in lingua burocratese. Nella risposta, l’Agenzia delle Entrate evidenzia che «è in corso la fase di approfondimento e confronto con le organizzazioni di categoria interessate relativa all’evoluzione dello studio di settore VG60U, allo stato operata sulla base dei dichiarativi relativi al 2012, applicabile agli stabilimenti balneari a partire dall’annualità d’imposta 2014. In merito, si fa presente che si stanno effettuando, con il supporto della Sose Spa (la società del Ministero che costruisce gli studi di settore, ndr), le opportune analisi finalizzate ad introdurre eventualmente, sulla base dei dati e delle informazioni reperite, appositi interventi correttivi applicabili agli studi di settore relativi alle attività turistico ricreative, compresi quindi anche gli stabilimenti balneari, già per il periodo d’imposta 2014». Insomma: nessuna promessa si può fare, ma già il fatto che i tecnici si stanno muovendo significa che c’è la volontà di venire incontro alle imprese.
Allo stesso tempo, però, i tecnici avvertono: l’operazione dovrà avere costo zero per le casse dello Stato. In parole povere, i mancati introiti delle tasse dovuti a un alleggerimento del Fisco dovranno rientrare da un’altra parte.
«È opportuno sottolineare - spiegano dal Ministero - che l’adozione delle misure auspicate dall’onorevole interrogante è suscettibile di recare minori entrate, per le quali dovranno essere individuati idonei mezzi di copertura, fermi restando i profili di compatibilità con la normativa comunitaria relativa agli aiuti di Stato sopraesposti». Un riferimento, quest’ultimo, alla normativa europea che disciplina gli aiuti pubblici alle aziende colpite da calamità naturali o eventi eccezionali. Ed è proprio su questo termine, «eventi eccezionali», che si giocherà la partita legata al maltempo e alle tasse da rivedere.
@matteotuccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
