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Sos del patronato: «Scenario inquietante»

Sos del patronato: «Scenario inquietante»

Matteoni (Inca): «I cittadini non sanno cosa sta per succedere». La Provincia valuta l’ipotesi proroga

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VIAREGGIO. «Uno scenario inquietante». Questo il commento di Massimo Matteoni, responsabile provinciale del patronato Inca Cgil: «Ho letto il comunicato della Provincia e il messaggio mi sembra abbastanza chiaro e al contempo allarmante – spiega Matteoni – Ho paura che ci sia poca informazione su questo cambiamento normativo. Di solito quando ci sono novità legislative di questa portata, soprattutto in materia di lavoro, un sacco di gente bussa al nostro sindacato. In queste settimane, però, in pochi si sono fatti vivi per chiedere informazioni e la cosa mi preoccupa: significa che i cittadini non sono a conoscenza di quello che sta per succedere. Migliaia di disoccupati rischiano di perdere l’anzianità di iscrizione nelle liste di disoccupazione e quindi di diventare meno appetibili per le aziende che volessero assumerli. Inoltre ci sono una lunga serie di agevolazioni che rischiano di venir meno. Mi auguro che ci possa essere una proroga della scadenza».

La necessità di aggiornare le liste è conseguenza delle modifiche al Regolamento regionale 7/r relativo allo status dei disoccupati in Toscana. La scadenza del 30 settembre, invece, è stata fissata dalla Provincia di Lucca. E non è detto che, vista la situazione, non possa essere rivista: «Lunedì avremo una riunione su questo argomento e discuteremo anche di una eventuale proroga della scadenza – spiega l’assessore provinciale Mario Regoli – La portata della modifica normativa introdotta dalla Regione forse è stata sottovalutata. È chiaro che, visti i numeri, rischia di essere dirompente. Da una parte c’è la necessità di aggiornare le liste per togliere le persone che non hanno più titolo a rimanere iscritte e che ad oggi appesantiscono il lavoro dei Centri. Anche perché con le ultime riforme le persone iscritte devono essere inserite in un percorso di politiche attive (colloqui, corsi, ecc) che dovrebbe consentire loro di ritrovare un’occupazione. È chiaro che fare questo tipo di percorso con 33.520 persone non è semplice. Tuttavia – prosegue Regoli – il rischio di una non conoscenza dei termini dati e degli effetti che ne possono derivare è dirompente per le persone che hanno titolo e necessità a rimanere nelle liste. Se questa gente viene cancellata perde il requisito per l'accesso a contributi e incentivazioni previsti da svariate normative». (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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