Il Tirreno

Versilia

No alla ricicleria a Pioppogatto

di Donatella Francesconi
No alla ricicleria a Pioppogatto

La Provincia non la autorizza: «Altera la funzionalità dell’impianto e produce rifiuto di minor valore»

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VIAREGGIO. L’impianto di compostaggio di Pioppogatto, gestito dalla società “Vera” che vede insieme Sea ambiente e Sea risorse, incassa il no secco della Provincia alla realizzazione della cosiddetta “ricicleria”, l’impianto che - scrivevano i sindaci Betti (Viareggio) e Del Dotto (Camaiore) nel novembre 2013 «porterebbe un valore aggiunto al ciclo dei rifiuti, valorizzandoli e trasformandoli in una merce da rivendere, più appetibile sul mercato». Contribuendo così ad abbassare la tariffa per i cittadini. Almeno così la “ricicleria” è sempre stata presentata.

Ma leggendo la determina 4167 del 12 settembre 2014, a firma del dirigente dell’ufficio ambiente della Provincia, Roberto Pagni il quadro appare ben diverso: «Le modifiche richieste dalla società - si legge - vanno ad alterare in modo sostanziale la funzionalità dell'impianto di Pioppogatto, modificandone le caratteristiche impiantistiche che aveva in origine nelle gestione dei rifiuti urbani derivanti dai territori della Provincia». E non solo: «Tali modifiche - continua l’atto di rifiuto dell’autorizzazione - sembrano finalizzate a ridurre i trattamenti e produrre tipologie di rifiuti con minor valore aggiunto che riducono la possibilità di inviarli ad impianti di recupero e completarne la valorizzazione». Se non bastasse, la Provincia aggiunge che «la proposta di modifica richiesta non trova supporto nelle norme di gestione dei rifiuti urbani (valorizzazione delle frazioni merceologiche, certezza del recupero/smaltimento delle stesse) determinando un incremento degli impatti ambientali nel territorio provinciale ed extra-provinciale».

Viareggio e Camaiore, e la discussione nel Comitato ambiente Versilia (Cav) che riunisce tutti i Comuni ha avuto momenti anche feroci, ipotizzano che il rifiuto sia motivato da una volontà di privilegiare la “ricicleria” di Ersu (l’azienda dei rifiuti che serve Pietrasanta, Forte e Massarosa). Ed il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto, dichiara senza mezzi termini «non è finita qui».

Resta il fatto che la determina della Provincia è molto dettagliata e motivata, anche sulle questioni ambientali e normative, arrivando ad ipotizzare - dati alla mano - che il rifiuto esito della nuova produzione possa finire in discarica.

Per avere il quadro complessivo della situazione, è necessario dare un’occhiata anche al progetto presentato, targato Sea risorse (l’azienda pubblico/privata che si occupa della raccolta differenziata per Viareggio e Camaiore). Un progetto che ripropone in parte quanto non è riuscita a realizzare alla Migliarina, a causa della protesta dei cittadini, appena qualche anno fa. La “ricicleria” - si legge nella relazione tecnica - è destinata «ad operazioni di raccolta che, oltre ad interessare il circuito dei rifiuti urbani ed assimilati, si riferiscono anche al circuito dei rifiuti speciali provenienti dal tessuto economico presente nell’area di raccolta Versilia». Rifiuti così elencati: «Nautica (cantieri navali ed indotto, falegnamerie, verniciatori, assemblatori), aziende agricole e distretti sanitari»: Lo stesso tipo di rifiuti speciali che erano previsti per l’impianto mai nato alla Migliarina e che - è ancora la relazione tecnica di Sea risorse - «contengono una notevole quantità di materiale recuperabile, stimabile in circa il 60-70% in peso».

È utile ricordare che il socio privato di Sea risorse (ieri Paolo Del Pistoia, oggi il figlio Mario dopo la vicenda della revoca del certificato antimafia al padre) con le proprie imprese è destinatario di una quota di appalti da Sea risorse (previsti dalla privatizzazione) per la raccolta differenziata. E che la stessa famiglia ha da sempre interessi lavorativi e non solo anche in ambito portuale.

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