Proteste
Stazione sotto assedio Risse notturne e sesso per la droga
Il racconto di chi vive la piazza e lo scalo quotidianamente La scia di sangue dell’ultimo accoltellamento
VIAREGGIO. Le macchie di sangue attraversano il marciapiede del primo binario in una scia che ricordale molliche di Pollicino: è il segno di quanto accaduto un paio di settimane fa, intorno alle due/tre di notte. Accoltellamento, tra due stranieri. Non è una novità, purtroppo, come racconta chi vive la zona di piazza Dante, stazione compresa, di giorno come di notte. «O sono coltelli o sono i colli delle bottiglie», continua il racconto al cronista del “Tirreno”cui viene proposto un tour della zona: «E non è solo questione di droga, come credono tutti». Perché legato alla droga c’è il sesso: «C’è una donna - così il racconto - che viene in stazione di sera tardi, con i figli. Li lascia ad un’amica che è con lei e si apparta con gli stranieri sui treni che rimangono fermi sui binari, la notte. Poi è il turno dell’amica...».
Sono molti i nordafricani che stazionano nella piazza e danno il via a liti furibonde nel cuore della notte: «Tanti sono giovanissimi - così raccontano i testimoni - vestiti bene, scarpe da tennis costose, ci sono furgoni che li accompagnano periodicamente, come se vi fosse un ricambio, via via, di forze nuove».
Tutto intorno alla stazione biciclette a pezzi: manca una ruota, manca un sellino. «Staccano i cavalletti e li usano come leve per far saltare le catene». I rivenditori di biciclette in tutta la città avvertono i clienti: non C’è più nessuna chiusura, nessun lucchetto che resista ai mille metodi che i ladri sanno inventarsi.
E poi C’è il moltiplicarsi dei vetri rotti in tutta la città, soprattutto intorno alla stazione. Dove qua e là vengono ritrovati, giorno dopo giorno, i martelletti strappati via dai vagoni: è con quelli che vengono rotti i vetri della macchine in sosta. Quei reati che nessuno denuncia, perché il più delle volte in auto non C’era quasi niente e non vale la pena perdere tempo, così la raccontano i cittadini.
Le porte della palazzina della stazione sono tutte forzate, i segni sono evidenti. Sul retro C’è un accostino: all’interno oggi ci sono una padella ed altri oggetti, fuori dei piatti di plastica ed altri avanzi. «Ma qui dentro ha dormito per molto tempo un cittadino romeno...Era esili, piccolo di statura...Poi è morto». Tuto intorno ci sono escrementi, chiazze di vomito, la scia di sangue segno dell’accoltellante nel cuore della notte.
Non è diverso poco fuori dalla stazione centrale, quando si arriva alla stazione Vecchia, oggi abbandonata. Nelle costruzioni tutto intorno, lato piazza Dante così come lato Varignano, gli stranieri più disperati hanno trovato rifugio. Il problema è che attraversano i binari, soprattutto la notte. Con tutti i rischi del caso.
Da poco tempo è rientrato in servizio il capotreno che è stato picchiato da due cittadini nigeriani: gli hanno rotto un dente, spaccato un labbro, l’hanno buttato a terra. La sua colpa? Aver chiesto di vedere i biglietti prima che i passeggeri salissero a bordo. I due stranieri, dopo molte insistenze, alla fine hanno obliterato. Poi, però, una volta sul treno hanno voluto dire” la loro. E l’hanno fatto aggredendo il capotreno, una delle dipendenti più toste” di Trentamila.
Benvenuti a Viareggio, stazione protetta dalle Belle Arti, piazza Dante che attende di essere terminata nei lavori che avrebbero dovuto rimetterla a nuovo...
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