Gioco
La paracadutista paraplegica incanta i giovani atleti
Alla Festa dello sport un’ospite particolare: Laura Rampini. la donna sulla sedia a rotelle che si lancia col paracadute
CAMAIORE. Storie di sport ma soprattutto storie di vita. Sabato 20 settembre si è tenuto, nella cornice della tredicesima Festa dello Sport, un incontro con Laura Rampini, prima paracadutista paraplegica al mondo. La commissione alle pari opportunità l'ha chiamata a fare da madrina all'evento, portandola al cospetto dei tantissimi giovani presenti allo stadio comunale.
Il sindaco Alessandro Del Dotto si è intrattenuto con la paracadutista alla presenza di Paolo Marullo, camaiorese impegnato in una battaglia per la mobilità accessibile ai diversamente abili. L'emozionata introduzione di Alberto Tabarrani, membro della commissione ed esperto di paracadutismo, ha fatto da preludio al racconto della Rampini, dall'incidente alla rinascita di una donna che non si è fermata di fronte alle difficoltà della vita.
Dai primi lanci con gli istruttori, alla decisione di intraprendere una sfida che in molti definivano senza speranza. I due problemi principali erano la difficoltà di governare il volo libero e quella di riprendere un assetto consono all'atterraggio dopo l'apertura del paracadute, entrambi superati grazia alla tenacia della Rampini che ha potuto coronare il proprio sogno il 28 luglio 2008 con il conseguimento della licenza professionistica.
Il motto della paracadutista umbra è "volere è potere", messaggio che ha ispirato la platea di giovani sportivi. L'appello della Rampini però ha avuto come destinatari privilegiati, i diversamente abili del Comune di Camaiore e più in generale della Versilia, chiamati a riunirsi in associazione. La Rampini stessa si resa disponibile a collaborare con il Comune per futuri progetti.
«Ospitalità, calore, accoglienza e poi storia e sport – dice Rampini – Questi sono stati i miei due giorni a Camaiore, un territorio meraviglioso, abitato da gente ospitale, semplice e ricca di valori morali. Attraverso lo sport si possono abbattere tutte quelle barriere che non sono solo architettoniche, ma soprattutto morali, sociali e culturali. Per l’anno prossimo suggerirei di unire alla giornata dello sport anche la dizione sport disabili: la disabilità è una condizione che permette di fare qualunque cosa. A volte anche molto di più di chi potrebbe fare tutto».
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