Il Tirreno

Versilia

Arrestato 15enne: «Ha ucciso Luana»

di Matteo Tuccini
Arrestato 15enne: «Ha ucciso Luana»

Secondo la polizia è uno studente l’ultimo membro della banda responsabile della rapina finita nel sangue a Forte

3 MINUTI DI LETTURA





FORTE DEI MARMI. Sarebbe uno studente di appena 15 anni l’ultimo membro della banda che - secondo la polizia - ha picchiato, rapinato e ucciso Luana Mariani, 77 anni, nella sua casa di via Viner. Il giovane, anche lui romeno come gli altri componenti della banda, è stato arrestato nel suo Paese (per la precisione nel villaggio rom di Gruia) con un mandato di cattura europeo spiccato dal Tribunale dei minori di Firenze. Sarà estradato il 1º ottobre e portato dagli agenti dell’Interpol in un carcere minorile italiano. Presumibilmente proprio nel capoluogo toscano.

Autore materiale del delitto. Il delitto - a detta del questore Claudio Cracovia «uno dei più efferati degli ultimi anni» - avvenne il 4 aprile scorso: l’anziana morì soffocata dal foulard che le era stato messo in bocca dai banditi per farla smettere di gridare. E a carico del ragazzo, che frequentava una scuola media della Versilia, ci sono le accuse più gravi. Sarebbe stato lui, assieme a Madalin Paun, 19 anni, a portare dentro casa la vittima - che i banditi avevano trovato in giardino intorno alle 14 - dopo averla percossa e tramortita, perché urlava troppo. I due le avrebbero legato i polsi e messo un foulard in bocca, poi risultato fatale. Mentre i coniugi Raducan, Marcel (32 anni) e sua moglie Dana (23), li aiutavano e stavano di guardia. Il bottino della rapina consistette in 200 euro e alcuni gioielli, prelevati dalla cassaforte che era stata aperta con una chiave trovata in un cassetto dell’armadio. Tutti i presunti assassini, che erano poi fuggiti in bicicletta, frequentavano il campo rom di via della Sipe a Querceta: proprio lì gli inquirenti avevano trovato indumenti e bici in grado di farli risalire ai presunti responsabili. Tanto che sia Paun che i due Raducan erano stati arrestati dalla polizia un mese dopo l’omicidio, grazie a indagini sui filmati delle telecamere del luogo e a intercettazioni telefoniche e ambientali.

Lo scambio di persona. Una quinta persona, Ion Enea, 24 anni, era finita in manette assieme agli altri. Ma tre giorni dopo era stato scarcerato - afferma il capo della squadra mobile della questura di Lucca Virgilio Russo - «su nostra precisa richiesta, perché con questa vicenda in realtà non c’entrava». Era successo, infatti, che sia Enea che il 15enne avevano un soprannome identico, il “Grosso”. Soprannome citato - spiegano gli inquirenti - da Dana Raducan che aveva detto: «È stato il “Grosso” ad ammazzare». Lo stesso Enea era stato intercettato a Palmanova (Udine) dalla polizia stradale del posto, mentre fuggiva terrorizzato dall’Italia. «Questo e altri fattori frutto delle indagini ci avevano portato a ritenere che fosse lui il quarto elemento», affermano dalla questura. Salvo ricredersi quando, nei giorni successivi, alcuni cittadini - tra cui degli studenti - si sono recati in commissariato a Forte per raccontare quello che sapevano. A quel punto, e dopo il riscontro fatto con gli altri componenti della banda che a loro volta hanno accusato il minorenne, il quadro si è modificato. Ed è scattata la ricerca del giovane in Romania, dopo il mandato di arresto firmato dal giudice per le indagini preliminari Silvia Chiarantini su richiesta del pubblico ministero Roberta Pieri, magistrati in forza al Tribunale dei minori di Firenze.

Il questore: chiuso il cerchio. Il giovane è stato arrestato dalla polizia romena e arriverà in Italia - dove già sono reclusi i suoi presunti complici - nei prossimi giorni. «Con questo arresto - ha detto il questore Cracovia - abbiamo chiuso il cerchio sul delitto».

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa