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Valanga contro: quartieri isolati come nella vecchia Berlino

Cresce la protesta per la chiusura del passaggio a livello di via Comparini, con la realizzazione di un muro da parte delle Ferrovie dello Stato. Non tanto per questa decisione, che per certi versi...

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Cresce la protesta per la chiusura del passaggio a livello di via Comparini, con la realizzazione di un muro da parte delle Ferrovie dello Stato.

Non tanto per questa decisione, che per certi versi è positiva. La protesta di residenti e di turisti è per la mancanza di una alternativa per il transito di biciclette e pedoni, che in questo caso sono completamente isolati, rispetto alle auto. Che potranno utilizzare il cavalcavia Arcobaleno, ma è a Torre del Lago, oppure il nuovo cavalcaferrovia del tratto dell’asse di penetrazione. «Questo intervento così come è progettato di fatto isolerà la zona - dice Andrea D’Alessandro - che è già bistrattata da scelte passate. I quartieri di Bicchio, del Cotone e del Varignano vengono separati dal quartiere Ex Campo d'Aviazione e i suoi servizi, dalle pinete, dalla Darsena. Quindi dalle scuole secondarie, dal mare, dagli impianti sportivi. Si complicherà la vita a tutti coloro che usano questa via come viabilità alternativa prevalentemente come pista ciclabile o pedonale. Chiediamo di lasciare inalterato un equilibrio storico e funzionale, in attesa di una soluzione che migliori ulteriormente la mobilità sostenibile della zona». Una turista milanese, Maria Rita Marcucci, ha inviato una lettera al sindaco Leonardo Betti per fargli presente la necessità che venga lasciata la possibilità ai pedoni o a mezzi a due ruote di poter accedere da via Comparini. «Il quartiere con questo muro che rischia di assomigliare tanto a quello di Berlino verrebbe completamente isolato - dice - non si può creare disagi a chi non ha l'auto». I cori sono unanimi di chi abita specialmente nella zona di Bicchio. «Non si può pretendere che si debba utilizzare il cavalcavia a Torre del Lago o quello nuovo - dice Andrea Rossi - non lo sanno che ci sono anche i pedoni e chi utilizza le biciclette?». Flavio Pollastrini è il titolare della rivendita di tabacchi sulla via Aurelia a Bicchio.«Prima di tutto abbiamo un senso unico che ci crea non pochi problemi - dice - se poi chiudono con un muro anche questo passaggio di via Comparini, la situazione peggiorerà ancora di più. Non si può isolare la città in questo modo. Questo sembra un quartiere di serie B, in Comune lo abbiamo fatto presente più di una volta, però le nostre voci sono inascoltate. C’era un progetto di realizzare un sottopasso, perché non viene preso in considerazione non si comprende». Alberto Giannotti è sintetico nel suo giudizio. «Tutto questo è uno schifo - dice - il sindaco non si rende conto di quello che accadrà d'ora in poi». Mario Giovino, titolare di un bar lungo la via Aurelia. "Mi associo al coro unanime che occorre realizzare un passaggio per pedoni e ciclisti in via Comparini». Infine GianMarco Panconi. «Utilizzo via Comparini per andare al mare con la biciletta con il mio bimbo - dice - se in seguito non sarà possibile e dovrò percorrere il cavalcavia sarà pericoloso. Speriamo che ci ripensino e venga creato un passaggio anche per le due ruote e per chi è a piedi».

Mauro Elisei torna sull’aspetto dei quartieri periferici che sarebbero isolati con il muro al passaggio a livello. «Sarà un giorno infausto il 1º ottobre - dice - per centinaia di cittadini della Bozzana, Bicchio, Cotone ed in parte anche del Varignano, per la chiusura del passaggio a livello. Nel 1989 fu abbattuto il muro che separava le due Germanie, il 1º ottobre 2014 anche Viareggio avrà il suo “muro della vergogna”, grazie al sindaco e a tutta l'amministrazione comunale rei di aver sprezzatamente ignorato le aspettative di tutta quella cittadinanza che abita nelle zone. E che viene penalizzata, soprattutto se ha sempre preso la bicicletta per spostarsi verso il mare». Mario Galli ha 70 anni ed abita nei prssi della Sea in via Comparini. «Insieme a mia moglie andiamo spesso in bicicletta verso il viale dei Tigli, passando dove ora c'è il passaggio a livello - dice - se verrà chiuso è un problema. Ho provato a fare il Cavalcaferrovia, oltre alla fatica è pericoloso».

Roy Lepore

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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