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I mal di pancia degli hotel contro la tassa di soggiorno
VIAREGGIO. Non la sopportano, e questo si sapeva. Ed è chiaro che dopo l’indagine della polizia municipale sulle strutture ricettive che hanno evaso la tassa di soggiorno - con multe e denunce per 15...
VIAREGGIO. Non la sopportano, e questo si sapeva. Ed è chiaro che dopo l’indagine della polizia municipale sulle strutture ricettive che hanno evaso la tassa di soggiorno - con multe e denunce per 15 titolari di attività - sono scoppiati di nuovo i mal di pancia contro questa imposta.
Scrive un’operatore del settore (che chiede l’anonimato): «Il primo anno non si sapeva se la tassa di soggiorno sarebbe stata istituita, né a quanto doveva ammontare. È stata messa di corsa ( per motivi politici?) a metà luglio, un venerdì con un’ordinanza a scadenza 2 giorni (poi rimandata di una settimana per le proteste). Dover dire ai turisti che il costo della vacanza era aumentato, soprattutto per chi aveva clienti con il “prepagato“ è stato un macello. Motivo per il quale molti hotel hanno pagato di tasca propria per evitare figuracce. Provate a chiedere quanto è costato agli albergatori».
«A tutt’oggi - prosegue l’operatore - non esiste una modulistica per riscuoterla. Se un cliente si rifiuta di versare la tassa occorre una procedura complicata, che fa innervosire ancora di più i turisti e, di nuovo l'albergatore preferisce pagarla di tasca propria per evitare litigate. Non ultimo il fatto che non si sa come verranno utilizzati questi soldi raccolti».
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