Il Tirreno

Versilia

È rivolta contro il muro che spacca via Comparini

di Matteo Tuccini
È rivolta contro il muro che spacca via Comparini

Dal 1º ottobre chiuso il passaggio a livello. Ascom: mazzata su cittadini e attività Il vicesindaco Romanini: costretti a farlo, stiamo studiando soluzioni alternative

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VIAREGGIO. C’è un nuovo muro che sta scatenando polemiche a non finire in città. È quello che sorgerà nei prossimi mesi in via dei Comparini: la “vietta” - come la chiamano i viareggini - che dal 1º ottobre vedrà la soppressione del passaggio a livello ferroviario. Troncando il collegamento tra i quartieri Bicchio e Varignano da una parte, e Campo d’Aviazione e Darsena dall’altra.

Disagi in arrivo. In questo punto, per anni, il traffico si è imbottigliato in lunghe attese, prima del passaggio del treno. Un’immagine che non vedremo più, ma questo non significa che la viabilità della zona sarà alleviata. Da ottobre, infatti, il traffico delle auto si sposterà sul nuovo asse di penetrazione che arriva in via Pisano, oppure sul cavalcavia Arcobaleno a Torre del Lago. Mentre per ciclisti e pedoni, al momento, non sono previste soluzioni alternative. I disagi, insomma, non finiranno. Anzi, aumenteranno.

Chiesto il rinvio della chiusura. È per questo motivo che in città si sono scatenate proteste a non finire. «La chiusura del passaggio a livello di via dei Comparini, tanto più in mancanza delle opere sostitutive necessarie - scrive l’associazione di commercianti Ascom - è un atto inaccettabile per la vita e l’economia di tutta la zona interessata. Senza i necessari sottopassi, l’ordinanza del sindaco Leonardo Betti con la quale viene disposta la chiusura determina una grave perdita per tutta l’area: sia per la mobilità dei cittadini, specie quella ciclopedonale, che per le attività economiche del luogo, già alle prese con la viabilità della zona artigianale Cotone-Varignano, che si troveranno ancor più marginalizzate, fuori dal giro. L’asse di penetrazione, privo di marciapiedi e ciclopiste, fermo alla minirotatoria di via Pisano in quanto manca ancora l’ultimo pezzo di collegamento alla Darsena, non è un’opera sostitutiva sufficiente ad accogliere i nuovi flussi di traffico. Non osiamo immaginare - prosegue la nota - cosa succederebbe se dovesse chiudere, come già previsto dagli accordi Comune-Ferrovie, il passaggio a livello sulla via Aurelia al Varignano». Sia dai cittadini che dalle categorie, si chiede il rinvio di questa decisione fino a quando non saranno fatti i sottopassi.

Le soluzioni alternative. Ma dal Comune si spiega che un rinvio è già stato fatto. E non ci sarà un bis. «Già a maggio scorso - afferma il vicesindaco Chiara Romanini - Ferrovie aveva chiesto la chiusura del passaggio a livello. Ci fu dato un ultimatum, pena il ritiro dei finanziamenti per le opere sostitutive. E così siamo stati costretti a fare l’ordinanza». Ma i soldi dati da Rete ferroviaria italiana - secondo il vicesindaco - non basteranno. «Parliamo di 1,6 milioni per via dei Comparini e appena 1 milione per il passaggio a livello del Varignano: insieme, coprono appena metà degli oltre 4 milioni necessari per realizzare due sottopassi in entrambe le zone. E la nostra idea, al momento, è di privilegiare l’arteria più trafficata, cioè l’Aurelia». Di conseguenza, in via Comparini si potrà solo aggirare l’ostacolo. «Il 13 incontrerò Rfi - dice Romanini - per la cessione di alcuni terreni limitrofi alla ferrovia. L’obiettivo è realizzare piste ciclopedonali che colleghino i quartieri Bicchio e Varignano con il centro città, costeggiando la stazione. Stiamo studiando, inoltre, come realizzare la pista ciclabile sull’asse di penetrazione, a partire dalla zona dell’Arcaplanet. Vogliamo che anche i ciclisti usino questa arteria da e verso la Darsena».

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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