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Riccardo Cima: il porto che ha in mente Viareggio non è per gli arabi

Ma com’è finito il rapporto con il fondo del Quatar Mubadala, avviato nell’estate 2013 - come da documenti circolato in Municipio a firma Riccardo Cima - e che ha portato il sindaco Betti fino negli...

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Ma com’è finito il rapporto con il fondo del Quatar Mubadala, avviato nell’estate 2013 - come da documenti circolato in Municipio a firma Riccardo Cima - e che ha portato il sindaco Betti fino negli Emirati? A raccontarlo è lo stesso Riccardo Cima: «Si sono accorti che a Viareggio non era interessati ad accogliere barche oltre i 24 metri». Cima ricorda: «In quei mesi partecipai ad un incontro in Comune con il presidente dell’Autorità portuale, Morelli, il dirigente comunale Riccardo Raffelli, l’avvocato del Comune, Iascone per discutere del Triangolino. E lo dissi chiaramente: il porto che interessa gli investitori non è quello che state delineando». Nel documento messo a punto da Cima quale debba essere la scelta è espresso chiaramente: «Ricapitalizzare la Viareggio porto tramite apporto di tutti i beni che il Comune di Viareggio detiene nel porto (mercato ittico, mercato della frutta e tutte le concessioni comunali in Darsena e/o altri immobili); trasformare la Viareggio porto nella società urbana di trasformazione del porto». Ed inoltre: «Deliberare una operazione di ingresso di un privato nella compagine sociale della Viareggio porto tramite una operazione societaria che prevede: cessione da parte del Comune di Viareggio del 15% della società ed incasso della somma di euro 11,5 milioni necessario per pagare Ferragamo; aumento del capitale sociale di euro 50 milioni (somme che entrano nella Viareggio porto) con il Comune che scende al 5% della compagine, e con tale somme la società realizzerà il porto ; prevedere che la garea sia a doppio oggetto nel senso che ci sottoscrive e versa 50 milioni realizza i lavori».

Ciò detto, il cronoprogramma fissato nel documento indica la necessità di « avere contatti con gli avvocati di Roma per far in modo che il materiale predisposto sia compatibile con le illustrazioni e le forme giuridiche del fondo del Quatar. Ed entro la prima settimana di aprile avere pronto il materiale per andare nel Quatar ed illustrare il tutto».

I soggetti che hanno portato il fondo Mubadala fino a Viareggio sono stati - come spiegato dall’oggi ex assessore Giannerini in commissione la scorsa settimana, il commercialista lucchese Stefano Faver, insieme a Giovanni e Carlo Acampora. Oltre all’ambasciatore italiano negli emirati, Giorgio Starace. (d.f.)

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