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La crisi ucraina fa sempre più paura «Arrivi russi in calo»
FORTE DEI MARMI. «Il turismo porta pace e chiede pace»: ha concluso così, a Milano, al convegno sul futuro della frequentazione turistica italo-russa, Paolo Corchia a nome degli albergatori del Forte...
FORTE DEI MARMI. «Il turismo porta pace e chiede pace»: ha concluso così, a Milano, al convegno sul futuro della frequentazione turistica italo-russa, Paolo Corchia a nome degli albergatori del Forte e della Toscana.
«Devo dire, infatti, che il Forte dei Marmi ha avuto un notevole risalto - spiega Corchia ripercorrendo la tre giorni milanese - soprattutto perché è emerso che qui da noi il turista che viene dalla Federazione Russa trova tutto il meglio che l’Italia può offrirgli, e questo è in fondo il segreto del nostro successo su quel mercato. Dal convegno però – continua Corchia - sono emersi anche non pochi motivi di preoccupazione per la situazione internazionale e nel confronto Ucraina-Russia, tant’è che come hanno fatto rilevare sia gli operatori che le ambasciate negli ultimi venti giorni si è fatta palpabile la contrazione delle presenze. C’è dunque solo da sperare che l’azione diplomatica in corso prevalga e non ci siano ripercussioni sulle presenze russe in Italia, e al Forte in special modo, per la prossima stagione».
Le ultime ore hanno portato alla luce anche un altro fatto che desta preoccupazione: la notizia che il miliardario russo Vladimir Evtushenkov era stato messo agli arresti domiciliari - è di nuovo in libertà da giovedì scorso - e come si sa il tycoon russo è a capo di un gruppo correlato anche con l’Hotel Principe, il cinque stelle di viale Morin. Aldilà dell’episodio specifico, Forte dei Marmi deve preoccuparsi alla luce anche del fatto che ormai almeno quattro alberghi cittadini sono in mano ai russi?
Così risponde il presidente degli albergatori: «Certo la notizia non fa piacere e aldilà di come stiano in realtà le cose non riverbera certamente sensazioni positive. Posso dire che spero soltanto che questo episodio si chiarisca presto e resti confinato nella sua sede naturale, poiché ritengo che si tratti, in fondo, soprattutto di un fatto interno a certa nomenklatura russa, e che in ogni caso non abbia alcuna possibilità di influire sulla nostra situazione locale».
La notizia che il magnate russo con interessi alberghieri al Forte abbia avuto i suoi guai con la giustizia del suo paese ha comunque riempito ieri le pagine di facebook, soprattutto quelle più attente alle vicende locali, anche con affermazioni dal tono sdrammatizzante. «E quale sarebbe la notizia? Pensavate che i russi che vengono al Forte avessero fatto i soldi vendendo i lupini per le strade?» si chiede un frequentatore del blog.
Molto più articolato, invece, l’intervento di Vasco Franceschi, già assessore al turismo cittadino: «Quando dico che la notizia non ci riguarda - scrive Franceschi - lo dico per esorcizzare tutti coloro che con questa notizia dell’arresto in Russia di un magnate che ha comprato un albergo al Forte, vorrebbero mettere sotto pressione noti personaggi locali. Se questo magnate ha rubato in Russia, il problema riguarda lo stato sovrano della Russia e fino a quando non avrà ricevuto un mandato di cattura internazionale, è libero di venire in Italia e fare gli affari che più gli piacciono. Sta allo Stato italiano e a tutti i suoi organi di tutela e garanzia verificare che le sue operazioni non contrastino con le leggi italiane. Al di fuori di questo schema io non ci sto. E a proposito delle palanche – conclude Vasco Franceschi - siamo certi di potere avere una puzza al naso che giustifichi una pregiudiziale economica verso i turisti e gli uomini d'affari russi? Se siamo certi di questo, un sistema c’è. Scrivete sull'ingresso delle vostre attività “vietato l’ingresso ai russi”. Poi voglio proprio vedere i topi che scappano dalla madia vuota».
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