La manifestazione
Senza sottopasso periferia isolata
Il cavalcavia dell’asse di penetrazione è interdetto a pedoni e ciclisti
VIAREGGIO. Via dei Comparini, l'ultima e l'unica che da sempre i cittadini delle località di Cotone e Bicchio utilizzano per muoversi, a piedi e in bici, verso il mare, la pineta, le tante scuole ed i campi sportivi della Darsena e verso il centro città. Dal primo di ottobre il passaggio a livello della via dei Comparini sarà sbarrato con un muro. Felici gli automobilisti che hanno a disposizione il nuovo cavalcavia che sfocia sulla via Nicola Pisano ed evitano le code infinite del passaggio a livello. Peccato solo che il nuovo asse di penetrazione sia impraticabile da ciclisti e pedoni. Che rimangono, dunque, isolati: soprattutto dalla periferia - Varignano e Bicchio - verso la Darsena, la pineta ed il mare. Come sottolinea Max Bertoni, capogruppo del Movimento Cinque stelle in consiglio comunale: «Negli anni sono stati chiusi il passaggio a livello di via della Guidicciona e quello di via della Bozzana. Ora è il turno della Vietta dei Comparini. A quando un recinto? Dove devono passare le bici e i pedoni per raggiungere il mare, la pineta, le scuole, i campi sportivi ed il centro città? Da un asse di penetrazione inaugurato in pompa magna senza neanche uno straccio di marciapiede e di pista ciclabile? Oppure devono prendere un mezzo pubblico urbano, che non hanno, visto che il biglietto in tutta la città di Viareggio costa 1euro e dura un'ora, mentre a Bicchio e solo lì - siamo di fronte ad un esempio estemporaneo di Stato indipendente a quanto pare - costa 1,50 ed ha la durata di una singola corsa? I cittadini di Bicchio, evidentemente di serie “B” per questa amministrazione (come per le precedenti) sono stanchi. Ma non finisce qui!».
Perché in realtà non un muro doveva sorgere all’altezza del passaggio a livello, ma un sottopasso pedonale e ciclabile. Come si legge nel Piano generale del traffico urbano (2012) realizzato con i fondi della Regione e come da accordi che le amministrazioni precedenti avevano preso con le stesse Ferrovie. Che ne è oggi, dunque, del sottopasso? (d.f.)
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