Sicurezza
Rivelazioni choc dell’ex sindaco «Minacciato con due proiettili»
In tribunale a Lucca Bertola racconta la brutta scoperta fatta dalla moglie nella cassetta della posta La Procura: pallottole compatibili con le pistole che Romanini ha nascosto nel terreno di un vicino
CAMAIORE. Due proiettili nella cassetta delle lettere del sindaco. Due pistole nascoste sottoterra. E in mezzo un giallo. Anzi, più di uno. Tutto legato al solito nome: Roberto Romanini.
Sono rivelazioni choc, quelle fatte dall’ex primo cittadino di Camaiore Giampaolo Bertola, nell’udienza a Lucca sul cosiddetto filone delle armi del caso Romanini. Un processo che vede quest’ultimo - già imputato per l’omicidio del cugino Stefano - alla sbarra per calunnia e detenzione abusiva d’armi: nel 2008 avrebbe nascosto nel terreno di un vicino, Carlo Mattei, due pistole per una presunta vendetta contro di lui.
Una vicenda che adesso si colora di nuovi particolari. Perché Bertola, chiamato a deporre come testimone dal pubblico ministero Fabio Origlio, ha raccontato di essere stato minacciato all’epoca dei fatti con due proiettili. «Fu mia moglie a scoprirli nella cassetta della posta - ha detto Bertola, che allora era sindaco - fu lei a chiamarmi in Comune e ad avvertirmi di cosa era successo».
Un particolare significativo, secondo l’accusa. Perché quelle due pallottole sono compatibili con le pistole che - sempre secondo la Procura - Romanini avrebbe nascosto nel terreno in località Torrone, di proprietà di Mattei. Lo stesso Mattei ha raccontato ieri di come finì a processo, dopo che i carabinieri - avvertiti dallo stesso Romanini - avevano trovato le armi. E pur dichiarandosi innocente si ritrovò a patteggiare. Poi, però, le accuse si ribaltarono dopo che la squadra mobile della questura di Lucca lesse il diario di Stefano Romanini, l’imprenditore assassinato nel 2011. Dove si dava la colpa delle pistole nascoste al cugino Roberto. Che quindi è finito a sua volta a processo.
«La compatibilità non indica un collegamento diretto», ricorda l’avvocato difensore di Romanini, il legale Maurizio Tonnarelli. Che si ritroverà in aula tra pochi giorni, il 30 settembre, per la vicenda del presunto sequestro a scopo di estorsione dell’ex socio di Romanini, l’imprenditore Loreno Dalla Valle. Un altro tassello di questo mosaico complicatissimo.
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