Sicurezza
Parco, sarà estesa ai colli di Massarosa la riserva Unesco
MASSAROSA. Potrebbe ampliarsi il nuovo perimetro della Riserva della biosfera “Selva Pisana”. Istituita nell'ottobre 2004 all'interno del programma Mab dell’Unesco, l'area oggetto del prestigioso...
MASSAROSA. Potrebbe ampliarsi il nuovo perimetro della Riserva della biosfera “Selva Pisana”. Istituita nell'ottobre 2004 all'interno del programma Mab dell’Unesco, l'area oggetto del prestigioso riconoscimento comprende attualmente, oltre al territorio e all'area contigua del Parco naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, anche le frazioni di Marina di Pisa, Tirrenia e Calambrone (nel comune di Pisa) e una fascia di area marina di fronte alla costa a nord del fiume Arno fino a sei metri di profondità.
In occasione della revisione periodica decennale, per il mantenimento del suo status, il segretariato Mab dell'Unesco ha però chiesto all'Ente Parco che fossero individuate nuove aree anche al di fuori dell'attuale perimetro della riserva. Così, nei mesi scorsi il Parco ha avviato un confronto sia con i Comuni i cui territori fanno storicamente parte di esso sia con quelli confinanti, per condividere obiettivi e impegni di carattere generale richiesti dal programma e dai documenti internazionali di riferimento.
Con la firma del protocollo d'intesa e in caso di esito favorevole della proposta di candidatura, la nuova Riserva della biosfera si estenderà oltre la zona settentrionale del Parco fino al territorio collinare del comune di Massarosa, ad est nell'area dei Monti pisani nei comuni di Vecchiano, San Giuliano e Calci, e a sud fino alle colline livornesi e a parte della pianura di Collesalvetti.
Le aree esterne ai confini del parco regionale resteranno però tali e non sorgeranno nuovi vincoli di tipo giuridico o urbanistico: la pianificazione rimarrà di esclusiva competenza degli enti locali, come previsto dalle norme nazionali in materia di gestione del territorio e di urbanistica. L'adesione alla proposta di ampliamento non determina, sulle aree interessate, limitazioni per l'insediamento e l'esercizio di attività antropiche né alcun effetto sulle previsioni degli strumenti urbanistici che disciplinano le aree d'interesse o nuovi vincoli. Non si tratta quindi di un’estensione dei confini del Parco o dell'ambito delle sue competenze ma di una gestione dei beni orientata allo sviluppo sostenibile e alla tutela della biodiversità attraverso forme di partecipazione attiva delle realtà economiche e sociali del territorio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google