Sicurezza
Cgil: premiare le cave che lavorano qui i blocchi
SERAVEZZA. «Invitiamo la Regione a tener duro e anzi a migliorare quella parte della futura legislazione ora in discussione che favorisce e premia le cave che si impegnano a lavorare almeno il 50%...
SERAVEZZA. «Invitiamo la Regione a tener duro e anzi a migliorare quella parte della futura legislazione ora in discussione che favorisce e premia le cave che si impegnano a lavorare almeno il 50% dei blocchi sul territorio». L’intervento arriva da parte della Cgil Fillea con il segretario provinciale Leonardo Quadrelli. E l’occasione è il dibattito che si è aperto in merito alle settimane decisive sia per il Piano paesaggistico sia in particolare per la legge 78/98 che disciplina le attività estrattive. E tutto ciò anche in relazione all’arrivo della società legata alla famiglia di Bin Laden sul mondo del marmo carrarino.
Queste due leggi regionali per la Fillea «possono veramente diventare il volano per incrementare la lavorazione della filiera del marmo - spiega Quadrelli - e andare incontro all’estremo bisogno di posti di lavoro nei laboratori e nelle segherie». Ma c’è un altro aspetto che la Cgil ha sempre ribadito e che è per lei fondamentale: il controllo.
«Si legge in questi giorni sulla stampa – continua il segretario di Fillea Cgil - da parte di datori di lavoro e loro associazioni di modifiche proposte ed aspre critiche alla legislazione regionale da adottare che hanno la pretesa, secondo me, di chiudere il mercato delle cave. Cercando di conservare lo status quo che ha portato alla perdita di oltre 2000 lavoratori addetti alla trasformazione in provincia di Massa e mille in quella di Lucca».
È invece favorevole - la Fillea - ad accogliere la proposta degli imprenditori del lapideo di allungare nel periodo transitorio la riassegnazione delle cave. «A patto che si impegnino, da subito, a lavorare in loco una percentuale di blocchi che deve essere definita e controllata da ente terzo». Mentre bocciata è l’idea di «richiedere ancora 7 anni e più la concessione senza nessun vincolo di filiera» ripete Quadrelli.
Intanto sul marmo si allunga l’ombra della holding Cpc, quella della famiglia Bin Laden. Sulla quale la Cgil dichiara di salutare «positivamente la cosa e siamo ben felici di sentire i progetti di filiera sul territorio, ma bisogna passare dalle parole ai fatti» conclude Quadrelli, ed ecco perché è «importate mettere a garanzia di tutti queste regole». (t.b.g.)
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