Gioco
Anticipata al 29 settembre la chiusura del ponte girante
Una passerella pedonale e ciclabile sarà montata sul Burlamacca all’altezza delle Mantellate Ma fino a dicembre tutto il traffico in entrata e in uscita dalla Darsena utilizzerà le strade esistenti
VIAREGGIO. Due settimane di anticipo sul cronoprogramma iniziale. Per evitare che i lavori vadano ad interessare le settimane che precedono il Natale. Dopo una riunione operativa fra Comune, Capitaneria di Porto e ditta incaricata dell’appalto, ieri mattina è stato deciso che il ponte girante che collega la città alla Darsena verrà chiuso a partire da lunedì 29 settembre. E per due mesi (e si spera non oltre...) entrare ed uscire dal quartiere del porto in macchina diventerà un’impresa. Soprattutto nelle ore di punta.
I lavori al vecchio ponte - va detto - andavano fatti. Sia perché i finanziamenti sono lì da almeno sei anni. Sia, soprattutto, perché l’attuale struttura è vicina al collasso. A lasciare perplessi è però la mancanza di una viabilità alternativa a quella già esistente. Per mancanza di risorse (200mila euro che il Comune non è riuscito a trovare) non ci sarà infatti il ponte provvisorio carrabile che chi vive o lavora nel quartiere chiedeva all’altezza del Museo della Marineria. L’amministrazione comunale è però riuscita a trovare i fondi per un piccolo ponte pedonale (e ciclabile) che sarà montato sul canale Burlamacca all’altezza di piazza Pacini (più o meno dove si trovano le Mantellate). E che permetterà un collegamento fra la Darsena e il centro cittadino (e viceversa) almeno a chi si muove a piedi o in bici.
Visto però che non è stato possibile utilizzare la vecchia passerella pedonale del Molo perché al suo recupero si è opposta la Capitaneria di Porto, l’amministrazione comunale ha dovuto noleggiare in extremis un nuovo ponte. Che adesso - per evitare di partire subito con il piede sbagliato - dovrà essere necessariamente montato e pronto per l’uso già dal 29 settembre, giorno del D-day.
Il problema più grande resta però quello dell’attraversamento di auto e mezzi pesanti. Per dare il via all’”operazione ponte girante” il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Romanini ha (giustamente) atteso che fosse inaugurato il cavalcavia dell’asse di penetrazione, ma visto che le criticità maggiori si avranno sui flussi di traffico fra la Darsena e il centro cittadino, per due mesi i punti nevralgici della viabilità saranno gli unici due attraversamenti carrabili del canale Burlamacca: in primis il ponte di Pisa (che sarà preso d’assalto soprattutto da chi entrerà in Darsena) e il ponte che dalla rotonda della stazione vecchia immette nella via Burlamacchi. E non è difficile immaginare che - soprattutto al mattino all’ingresso di cantieri e scuole e all’ora di pranzo quando si accavalla l’uscita di chi in Darsena lavora e studia - si creeranno code e disagi. Specie se non verranno adottati piccoli accorgimenti per evitare altre strozzature del flusso del traffico come la disattivazione del semaforo all’incrocio fra la via Coppino e le vie Oberdan e dei Tigli.
Saranno invece proibite alle auto le vie che portano al ponte girante. Come recita l’ordinanza firmata ieri dal comandante dei vigili Vasco Comaschi, il traffico proveniente dalla via Coppino e da piazza Brin e diretto verso il ponte girante sarà permesso solo «ai residenti, alle attività commerciali e a quanti ne abbiano titolo». E questo significa che le attività che si trovano in quella zona (negozi, ristoranti, pizzerie, bar, l’edicola) per due mesi subiranno un contraccolpo micidiale. Anche questo dovrà essere un motivo perché i lavori si protraggano solo e soltanto per il tempo strettamente necessario e non vi siano ritardi di sorta nell’ultimazione del nuovo ponte girante.
Il vicesindaco Romanini, a questo proposito, ha spiegato di aver sollecitato la ditta vincitrice dell’appalto a garantire l’orario massimo possibile dei lavori in modo da ridurre al minimo indispensabile i tanti disagi che la città dovrà sopportare per la realizzazione di questa opera pubblica. Riuscire a chiudere i lavori prima dei sessanta giorni previsti dall’appalto sarebbe di sicuro un bel regalo di Natale alla città.
@ClaVecoli
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