Il Tirreno

Versilia

Tornano in aula tutte le accuse a Roberto Romanini

di Matteo Tuccini
Tornano in aula tutte le accuse a Roberto Romanini

In tribunale il giallo delle pistole. Ma l’udienza chiave sarà il 29 ottobre: rischia il processo per l’omicidio del cugino

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CAMAIORE. Tornano nelle aule di tribunale le varie vicende che vedono sotto accusa Roberto Romanini, l’imprenditore camaiorese finito nel mirino della Procura. Che lo ritiene il mandante dell’omicidio del cugino Stefano Romanini, avvenuto nel febbraio del 2011.

Oggi a Lucca si celebra l’udienza per il giallo delle pistole, dove Romanini - assistito dall’avvocato Maurizio Tonnarelli - è sotto processo per calunnia e detenzione abusiva d’armi. Al centro di quest’ultima vicenda ci sarebbe una lunga disputa tra vicini, con protagonisti lo stesso Romanini e un altro camaiorese, Carlo Mattei. Nel 2008, in un terreno di proprietà di quest’ultimo in località Torrone, i carabinieri trovarono due pistole nascoste sottoterra. Mattei finì indagato per detenzione abusiva di armi e, pur professandosi innocente, finì col patteggiare prima del processo vero e proprio. Ma nuovi elementi su quelle pistole nascoste sottoterra emersero durante le indagini sull’omicidio di Stefano Romanini: in un diario, consegnato dai familiari agli inquirenti, la futura vittima raccontava di aver raccolto una confessione del cugino, che avrebbe ammesso di aver nascosto lui le pistole nel terreno del Mattei per una vendetta personale. Così il pm Fabio Origlio - lo stesso che si occupa del delitto e che si è occupato della vicenda dei carabinieri, chiusasi con due condanne di militari per favoreggiamento - ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio dell’imprenditore.

Rinvio a giudizio che è stato chiesto dal pubblico ministero anche per il delitto di Stefano Romanini, freddato sotto casa con 15 colpi di pistola da un killer prima di andare al lavoro. Il 29 ottobre è prevista l’udienza preliminare nel tribunale di Lucca: lì il giudice deciderà se mandare a processo Roberto, che è ritenuto dalla pubblica accusa il mandante del delitto. Sempre Romanini è sotto processo anche per il presunto sequestro di persona a scopo di estorsione dell’ex socio, l’imprenditore italo-finlandese Loreno Dalla Valle. Con cui ebbe un contenzioso milionario sull’importazione dei funghi in Italia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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