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Versilia

Sempre più hotel a cinque stelle: un rischio per il Forte

Sempre più hotel a cinque stelle: un rischio per il Forte

Il presidente degli albergatori chiede più servizi d’eccellenza ma avverte: c’è il pericolo di allontanare da qui il ceto medio

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FORTE DEI MARMI. Grand Hotel Imperiale, Byron, Principe, Augustus e Augustus Lido sfoggiano da tempo le loro cinque stelle, presto potrebbero farlo anche Mirabeau, Alcione e Paradiso al mare che rilevati dalle vecchie proprietà sono in attesa di essere trasformati nei nuovi “cigni” del turismo cittadino. A quel punto Forte dei Marmi potrà vantare una concentrazione di hotel a cinque stelle mai vista, difficilissima da trovare in giro per il Mondo in circostanze analoghe e sicuramente da record se rapportata al piccolo territorio cittadino. A fronte di una situazione alberghiera così qualificata, però, anche il vecchio Forte dovrà conquistare le cinque stelle in termini di servizi, accoglienza e promozione. Ne parliamo con il presidente degli albergatori di Forte dei Marmi e di Federalberghi Toscana, Paolo Corchia.

«Oggi il concetto di lusso è legato indissolubilmente a quello dello spazio – spiega Corchia – e ne ho prova ogni volta che ho difficoltà a piazzare una camera tradizionale. La prospettiva dei tanti cinque stelle, mi lascia, infatti, molto perplesso sulla qualità dei servizi cittadini che il turista potrà trovare in città: rammentiamoci che con il nuovo Piano degli alberghi tanto atteso, e sia pure giunto in un momento di crisi, sarà possibile fare suite, centri benessere e potrà essere che qualche quattro stelle tenti di passare alle cinque. Insomma tutto il comparto turistico dovrà fare un salto di qualità. Poi – prosegue Corchia - la polarizzazione del lusso, se ha tanti aspetti positivo porta con sé anche tante preoccupazioni. Potrebbe, infatti, allontanare il ceto medio italiano e sbilanciare il rapporto di cinquanta per cento stranieri e cinquanta per cento italiani che abbiamo oggi. Un ulteriore polarizzazione potrebbe danneggiare poi anche i tre stelle che sono molto preoccupati proprio perché vivono con preoccupazione l'allontanamento del ceto medio italiano che attraversa un perdurante periodo di difficoltà».

Certo Forte dei Marmi non è più quella degli anni Sessanta, delle pensioncine familiari, dei mercatini e dei negozi tanto apprezzati perché diversi da quelli di città, e ha vissuto una trasformazione pesante anche sul piano sociale. «Esatto. Tanti cinque hotel a stelle renderanno la città più cosmopolita, ma servirà un paese a cinque stelle nella sua globalità. Iniziamo a parlare dei servizi turistici: il turista - prosegue Corchia - chiede un'alternativa alla spiaggia che non c’è; vorrebbe una zona pedonale visitabile anche con il maltempo, ricordate il bel progetto dell’architetto Lera per la via IV Novembre? Ebbene se fosse stato completata la galleria nel complesso di edifici della Fondazione Vittorio Veneto (Caffè Principe, Supercinema ecc.) e si fosse fatta la galleria di Lera il Centro vivrebbe anche con pioggia e freddo. Poi senza un arredo urbano degno di questo nome non si può ambire alle cinque stelle per il nostro paese: servono arredi, piante e fiori raffinati, e progetti di pedonalizzazione più avanzati. Oggi l’asfalto nella zona pedonale non ha più senso e anche le grandi firme non bastano più. Servirebbe poi almeno un teatro coperto a Villa Bertelli con una parco riqualificato per ospitare tutto l’anno convegnistica, spettacoli o anche solo chi si vuole rilassare. Mancano pure un campo da golf aperto e funzionale e locali adeguati. Occorre perfino sistemare i parchi per i bambini: dando attenzione ai servizi igienici mancanti e alle necessità delle “tate russe” con i bimbi, che sono poi il nostro target naturale. Infine anche il problema spiaggia va affrontato con serietà assieme ai balneari, magari chiedendo loro più aperture in bassa stagione in cambio di aperture serali estive. Mancano certamente anche i filtri ai corsi d'acqua che portano sporcizia al mare, e un centro natatorio ad acqua di mare con talassoterapia e centro benessere magari da realizzare nell'area dell'ex colonie, senza però alcun impatto ambientale e speculazione, perché quello è pur sempre il posto più bello del Forte. Abbiamo visto pochi giorni fa come siamo circondati dai divieti di balneazione che hanno ampia cassa di risonanza, per di non dire dei fenomeni erosivi che sono preoccupanti è sempre più vicini. Infine l’accoglienza: non bastano più dépliant e informazione spiccia, bisogna spalancare letteralmente le braccia se vogliamo una frequentazione a cinque stelle; gente che spende molto, esige legittimamente molto. Ecco perché siamo di fronte ad una svolta epocale – conclude il presidente degli albergatori di Forte dei Marmi e di Federalberghi Toscana – e se non sapremo interpretarla il rischio è grandissimo».

Angelo Petri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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