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Dissesto, ora i tempi sono stretti

Dissesto, ora i tempi sono stretti

Nuovo verbale dei revisori ed incontro del sindaco con i consiglieri del Pd

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VIAREGGIO. Ieri sera in via Regia, sede del Pd, l’appuntamento con i consiglieri comunali. Ai quali il sindaco Betti ha confermato che la scelta dell’amministrazione è quella di chiamare il consiglio comunale a dichiarare il dissesto. Ieri mattina, invece, il primo cittadino ha incontrato i revisori dei conti (Limberti, presidente, Pucci e Suriano). Il confronto si è chiuso con un verbale nel quale si indica il dissesto in arrivo e la necessità dei revisori di produrre la prevista relazione.

Nel corso dell’appuntamento, tra i temi toccati anche quello del “tesoretto” rinvenuto dal presidente della Viareggio Patrimonio, Gianluca Ruglioni, con cifre che i revisori dei conti avrebbero ancora una volta definito come incomplete.

Ma sul tavolo c’era anche l’ultima “soluzione” uscita dal cilindro del segretario comunale reggente Antonio Salonia, che il sindaco non vorrebbe confermare: un preventivo 2014 che Salonia si sarebbe candidato a firmare in proprio - pur in assenza di riequilibrio - al posto del ragioniere capo Salvatore Santoro e senza il parare contabile dello stesso.

Ipotesi che sembra sopravvivere ormai solo nella mente di Salonia. Perché i revisori ieri sarebbero stati netti nel delineare lo stato delle cose.

A partire dal fatto che mancano tre giorni alla scadenza della data fissata dalla pronuncia della Corte dei Conti per una risposta del Comune alle modalità e tempi per ripianare il disavanzo 2012. Risposta che non c’è e non ci sarà.

A questo si sommano fatti ben noti: l’ulteriore “buco” derivante dalla mancata approvazione delle aliquote Tasi, i 27 milioni che non c’è verso di incassare dalla Viareggio Patrimonio e che sono le somme trattenute dalla società di riscossione. Somme che - così si sarebbero espressi i revisori - altro non sarebbero che un ulteriore disavanzo.

Un quadro complessivo, insomma, che non ha alcun elemento che possa far dire che ci sono speranze, anche minime, per continuare a saggiare la strada alternativa al dissesto, quella della procedura pluriennale di risanamento.

Ora restano da fissare le date: quella delle commissione bilancio per l’approvazione della delibera di dissesto e quella del consiglio comunale che dovrà votarla. Il confine invalicabile è quel 30 settembre, termine ultimo per l’approvazione del preventivo 2014 che non c’è.

Se per questa data il consiglio non avesse votato il dissesto, allora scatterebbe il commissariamento da parte della Prefettura, per la mancata approvazione del preventivo.

«Vorrei fissare due commissioni nel giro di breve», ha dichiarato al “Tirreno” il presidente della commissione bilancio, consigliere Stefano Bobo Genick (Pd). I tempi sono strettissimi. E già da oggi si potrebbe sapere quando i consiglieri saranno chiamati al voto. (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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