Il Tirreno

Versilia

Un “corvo” in Comune apre il caso personale

Inviata ad esponenti politici e ai giornali una lettera autentica ma riservata che denuncia le mancanze di Lombardi & C. sulla gestione dei dipendenti

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PIETRASANTA. C’è un “corvo” in comune a Pietrasanta. Una spia che soffia sul fuoco di una campagna elettorale ancora tutta da cominciare che promette di essere fin troppo scoppiettante. O almeno è quello che viene da pensare di fronte al recapito, in forma anonima, ad alcune forze politiche e ai giornali della zona di un documento che era e - a quanto pare - doveva rimanere riservato: una lettera sottoscritta da alcuni dipendenti dell'amministrazione guidata da Lombardi che critica l'atteggiamento tenuto dalla politica nei confronti del personale. Settore, questo, di competenza del vice sindaco Luca Mori.

La lettera è autentica: si tratta di una relazione su quello che non funziona negli uffici, frutto della valutazione del personale del Comune, o quanto meno di una parte di esso. Un documento interno, comunque, che attribuisce all'amministrazione in carica la responsabilità di non aver mai «né coinvolto né informato il personale sulle decisioni strategiche e sugli obiettivi dell'amministrazione». Ed ancora quella di una «mancanza assoluta di ascolto» cosa che ha determinato «situazioni di disagio, impedito un clima di cooperazione, mortificato le motivazioni e il senso di appartenenza, elementi imprescindibili per lo svolgimento di un'attività lavorativa organizzata adeguatamente, anche se il senso di responsabilità e del dovere hanno permesso e permettono il raggiungimento degli obiettivi».

Criticità in questo senso erano già emerse dal questionario tra i dipendenti realizzato su disposizione dell'amministrazione ormai due anni fa. Dati che «dovevano essere oggetto di analisi» continua la lettera. Ma su questo fronte poco sarebbe stato fatto dal Comune.

L'elenco delle magagne continua: da situazioni di conflitto negli uffici all'applicazione di sistemi di valutazione definiti «ridicoli e inadeguati».

«In tale situazione - conclude la lettera - la macchina organizzativa andava completamente ridefinita , gli uffici sono stati lasciati alla mercé, non esiste un servizio di uscierato efficiente basti pensare, a titolo esplicativo, agli uffici distaccati che spesso (di norma il sabato) sono in balia di chiunque voglia entrare, all'accesso per disabili del palazzo comunale la cui porta è, paradossalmente, chiusa a chiave».

Osservazioni, critiche, richieste che avrebbero dovuto rimanere sui tavoli di assessori e funzionari ma che qualcuno, dall'interno, ha deciso di far circolare e per diverse vie, comprese quelle della politica, ha fatto poi arrivare ai giornali. A dimostrazione, come detto, che i prossimi mesi, da qui alle amministrative, rischiano di essere roventi per la Piccola Atene. (v.l.)

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