Il Tirreno

Versilia

le societÀ viste dal ministero

Tutti i guai della gestione della Viareggio Patrimonio

VIAREGGIO. Essendo la Viareggio Patrimonio una società “in house” non ha l’obbligo dell'iscrizione all'albo dei concessionari della riscossione. Ma - così la relazione dell’ispettore del ministero...

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Essendo la Viareggio Patrimonio una società “in house” non ha l’obbligo dell'iscrizione all'albo dei concessionari della riscossione. Ma - così la relazione dell’ispettore del ministero dell’economia (Mef), Luciano Cimbolini - se la Patrimonio fosse una qualsiasi società di riscossione «per il mancato versamento delle somme dovute agli Enti affidanti i servizi alle prescritte scadenze sarebbe prevista la radiazione dall'albo stesso». E non è l’unico “neo” che l’ispezione del Mef ha messo in evidenza: «Altro aspetto gravemente carente nei rapporti finanziari fra Viareggio Patrimonio e Comune - si legge - sempre per quanto concerne il ramo di attività della gestione di riscossione dei tributi, è quello della rendicontazione dell'attività svolta. Anche sotto quest'aspetto si richiama il contenuto dell'articolo 9 del Contratto di servizio. I documenti acquisiti, difatti, seppur qualificati come conti di gestione contabile, non hanno i requisiti minimi per essere qualificati come tali. La documentazione trasmessa da Viareggio Patrimonio al Comune a fine esercizio, difatti, contiene soltanto i dati riguardanti l'andamento di fatto delle riscossioni. Nulla dicono, invece, sia della situazione di diritto, vale a dire, dei vari cespiti (suddivisi quanto meno per anno e per tipologia d'entrata) che risultano giuridicamente in carico al soggetto demandato alla riscossione (quanto dovrebbe riscuotere il concessionario), sia delle modalità con le quali la riscossione stata eseguita o almeno tentata (data di notifica della cartella esattoriale o degli avvisi, esito della notifica ed eventuali motivi legittimanti il discarico amministrativo)». Le stesse parole che il ragioniere capo del Comune, Salvatore Santoro - entrato in carica a gennaio scorso, quando l’ispezione del Mef era già stata avviata - usa da mesi nel rapporto con la Viareggio Patrimonio dell’amministratore unico Gianluca Ruglioni.

Viareggio Patrimonio che è solo la punta dell’iceberg-partecipate contro il quale Viareggio si è schiantata. Perché - ancora l’ispettore del Mef a evidenziarlo - «l'indebitamento complessivo di soggetti partecipati analizzati, nel periodo 2010/2012 è passato da 295.6 milioni di euro a 359,2 milioni di euro (+ 63.6 milioni di euro, pari al + 21,53%). l crediti vantati dai soggetti partecipati attenzionati nei confronti del Comune, anche in questo caso rettificati per il valore della partecipazione, sono aumentati di 18.9 milioni di euro (+95,15%). La liquidità complessiva presente nell'ambito dei soggetti esaminati risulta piuttosto bassa (9,4 milioni di curo in media nel triennio). Il patrimonio netto è diminuito di 4,2 milioni di euro (-5.11%)». Un quadro di cifre che a Cimbolini fa trarre la seguente conclusione: «Questi numeri e questa tendenza, già di per sé molto significativi, diventano assolutamente insostenibili se si rapportano alla già precaria situazione del bilancio pubblico del Comune. È evidente che i due aspetti (bilancio pubblico e situazione finanziaria dei soggetti partecipati) sono connessi l'uno all'altro, se non proprio due facce della stessa medaglia. È altrettanto chiaro, tuttavia, che entrambe le vicende appaiono talmente critiche da rendere ineludibili manovre di risanamento che interessino sia il perimetro interno al bilancio pubblico che quello esterno ad esso». (d.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web