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Stangate in arrivo sul suolo pubblico

Stangate in arrivo sul suolo pubblico

Viareggio: controlli in corso della Patrimonio. Ma una fioraia del Marco Polo protesta: «Puniti oltre misura»

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VIAREGGIO. È una mattina di sole a Viareggio e a un negozio di fiori davanti al cimitero si avvicina una giovane donna. La titolare ha un sussulto: magari è una cliente, forse comprerà un mazzolino prima di recarsi alla tomba di un familiare. Invece è un’addetta della Viareggio Patrimonio venuta a verificare di persona, con tanto di metro in mano, la superficie di suolo pubblico interessata: il negozio occupa infatti una parte di marciapiede lungo la via Marco Polo. La donna non redige alcun verbale, ma lascia intendere che la sanzione sarà salatissima. E Ivetta Barsotti, titolare dell’attività a cui ha fatto visita la Patrimonio, si dice pronta a pagare quanto deve. Anche se non ha per nulla gradito i metodi utilizzati: «Questa addetta, non appena si è presentata, ha iniziato a prendere le misure. Includendo nella metratura del negozio anche la rastrelliera dove i frequentatori del cimitero parcheggiano la bicicletta, che non è mia, e i bidoni per la raccolta differenziata, collocati a più di un metro dal mio negozio». Per la signora Barsotti si è trattato di un atteggiamento incomprensibile: «Ci siamo allargati negli ultimi tempi, è vero. Ma lo abbiamo fatto per necessità: se esponiamo i cesti di fiori sotto la veranda nessuno si ferma a comprarli. Per questo utilizziamo dei carrelli che effettivamente occupano il marciapiede, ma che vengono poi tolti quando arriva l’orario di chiusura. Il fatto che dietro la rastrelliera ci siano dei vasi non significa che fa parte del mio negozio. E a lasciare i bidoni in quella posizione sono gli operatori della nettezza urbana, non certo io». Il confronto con l’addetta della Viareggio Patrimonio, stando alle sue parole, è stato durissimo. E sarebbero volate offese: «Ha esordito dicendo che non sarebbe compito suo, dato che lei si occupa delle affissioni pubblicitarie. E quando le ho chiesto un tesserino di riconoscimento inizialmente era riluttante. Poi me l’ha dato, ma ho avuto giusto il tempo di leggere il nome perché me l’ha sfilato immediatamente».

La fioraia, come detto, non vuole venir meno all’adempimento di certi obblighi: «Se occupo qualche metro in più rispetto a prima sono disposta a pagarlo, ci mancherebbe. Ma non ci si rivolge così. Sembra proprio che stiano raschiando il fondo del barile».

Simone Pierotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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