Gioco
Se il turista è russo a scuola si insegna anche la sua lingua
L’iniziativa del Liceo Michelangelo finanziata dal Comune: un corso di russo, utilissimo a Forte per trovare lavoro
FORTE DEI MARMI. Una professoressa entra in classe e si rivolge agli studenti: “Dobroe utro”, esclama. Che poi vuol dire “Buongiorno” in russo. E gli studenti, all’unisono, si alzano in piedi e contraccambiano: “Dobroe utro”.
Scene come quella appena descritta, probabilmente, avvengono ogni giorno nelle aule degli istituti di Mosca e San Pietroburgo. E presto potrebbero ripetersi anche a Forte dei Marmi, dove da tempo russi danarosi vengono a spendere il loro tempo libero.
Al liceo scientifico “Michelangelo” sono attivi per le classi del primo biennio tre moduli di potenziamento delle lingue straniere: uno di questi è dedicato alla lingua di Dostoevskij e Gor’kij e prevede due ore settimanali per un totale di 140 ore annuali.
Per il momento questi corsi sono inserite al di fuori dell’orario delle lezioni e non fruttano crediti formativi in vista dell’esame di maturità. Ma in un futuro non troppo remoto potrebbero acquistare valore.
Ne è convinto il dirigente scolastico Ruggiero Dipace («La conoscenza delle lingue è sempre utile, un po’ per cultura personale ma anche in vista della ricerca di un lavoro»), ne è convinta anche l’amministrazione comunale che ha finanziato il progetto stanziando quasi 8mila euro.
«Ne parlai proprio con il sindaco Umberto Buratti» racconta Dipace.
Ma i russi, ormai, non si accontentano più di Forte dei Marmi: nell’estate appena trascorsa sono stati avvistati anche nelle vicine Pietrasanta e Viareggio. E questo potrebbe indurre anche gli studenti non necessariamente fortemarmini a intraprendere questo percorso di studi.
«Già qualche mese fa, a ridosso della fine dell’anno scolastico, siamo partiti con alcuni corsi di potenziamento delle lingue di 30 ore complessive: 10 di queste erano concentrate sul russo e abbiamo riscontrato un certo interesse da parte di questa fascia di territorio. Del resto, le sperimentazioni nelle scuole devono partire dal basso anziché essere imposte dall’alto». I numeri, finora, premiano questa scelta: le iscrizioni all’indirizzo linguistico sono in aumento.
Al “Michelangelo” l’inglese rimane la lingua straniera più popolare tra gli studenti rispetto al russo e allo spagnolo. Almeno per ora. Perché molti dei magnati che dimorano in Versilia non parlano l’inglese e in qualche modo bisognerà pur adeguarsi. Un po’ come a Pattaya, località balneare della Thailandia in voga tra i russi, dove giganteggiano insegne con i caratteri dell’alfabeto cirillico.
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