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Non paghi? Il Comune telefona a casa

Non paghi? Il Comune telefona a casa

STAZZEMA. Non hai ancora pagato il rinnovo delle concessioni cimiteriali perpetue pre 1975? Allora il Comune ti fa una telefona a casa per sollecitarti. È quello che pare stia succedendo a Stazzema,...

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STAZZEMA. Non hai ancora pagato il rinnovo delle concessioni cimiteriali perpetue pre 1975? Allora il Comune ti fa una telefona a casa per sollecitarti. È quello che pare stia succedendo a Stazzema, o meglio nei comuni limitrofi. Infatti, l’ufficio tributi di Stazzema, stando alla denuncia del consigliere di minoranza Gian Piero Lorenzoni, sta contattando i non residenti di Stazzema interessati, che hanno parenti sepolti nei cimiteri stazzemesi nei loculi con contratti perpetui stipulati prima del ’75. In realtà, questa è soltanto una piccola parte di una vicenda che è iniziata nel 2007, quando l’amministrazione allora guidata da Silicani ha deciso di rinnovare questo tipo di contratto. Dopo un accordo non raggiunto con alcuni cittadini (che poi hanno formato un comitato), che si erano opposti per le cifre troppo alte dei rinnovi, la questione è arrivata davanti al Consiglio di Stato che però ha rimesso il caso in mano alla giustizia amministrativa. «Sono parecchi i cittadini che, in questi ultimi giorni, stanno ricevendo telefonate – spiega Lorenzoni - dall’ufficio tributi per il pagamento del canone sui contratti di concessione cimiteriale perpetua». E secondo il consigliere di Luce a Stazzema le telefonate sono «un escamotage per indebolire l'ostinazione di coloro che fino ad oggi hanno deciso di non pagare, e qualcuno potrebbe cambiare comportamento invece di continuare ad avversare un pagamento tanto ingiusto, quanto a nostro parere illegittimo. Capita, sempre più spesso, che qualcuno si prenda delle libertà che proprio non gli competono – conclude Lorenzoni - ed è così che i pur garbati solleciti possono essere considerati, a nostro giudizio, comportamenti illeciti e pertanto devono essere bloccati immediatamente, per evitare che un problema economico si trasformi in indebita pressione psicologica. Il comune se ritiene di vantare un credito legittimo nei confronti di chicchessia ha l'obbligo e il dovere di agire come prevedono i regolamenti comunali».

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