Sicurezza
Gemignani: costretti a lasciare il Carnevale dopo molte pressioni
L’ex consigliera della Fondazione: i tagli li avremmo fatti noi ma un membro dell’amministrazione telefonò per bloccarli
VIAREGGIO. Le dimissioni di Stefano Pasquinucci e dell’intero cda della Fondazione Carnevale non sono state volontarie: lo affermò Pasquinucci stesso, sottolineando che i consiglieri si facevano da parte «loro malgrado», lo conferma l’ex consigliera Cristiana Gemignani in una lettera. «Abbiamo lasciato la Fondazione Carnevale con un bilancio sano, chiaro e trasparente, abbiamo realizzato in quattro mesi una manifestazione che ha raggiunto il record assoluto di incassi e abbiamo iniziato a gettare solide basi per un recupero culturale del Carnevale, condizione fondamentale per l’apertura a importanti finanziamenti extracomunali», afferma Gemignani. «Invece assistiamo al commissariamento della Fondazione, l’unico ente che funziona e produce ricchezza 20 volte di più del milione di finanziamento promessoci da tutta l’amministrazione comunale». Anche l’ex consigliera nutre forti perplessità sull’ipotesi di commissariare Palazzo delle Muse. «Un commissariamento è un atto grave ed estremo a cui si ricorre quando c’è stata una cattiva gestione degli organi preposti al suo funzionamento, e nonostante la pessima situazione del Comune tale atto è visto come il peggior male possibile: perché per la Fondazione Carnevale si ricorre a questo provvedimento che, oltre a essere inappropriato, rappresenta sostanzialmente una piena sfiducia nei confronti della squadra Pasquinucci? Perché quando il sindaco ha deciso di comunicare a Carnevale ormai finito, prima agli organi di informazione e da ultimo a noi componenti della Fondazione, che i soldi promessi non c’erano ha dato vita a un vortice negativo verso il nostro operato accusandoci di non aver trovato i soldi?». Il riferimento è a un intervento del sindaco Leonardo Betti nel quale rimproverava alla Fondazione di non aver saputo cercare sponsor e reperire finanziamenti alternativi a quello comunale. «Forse i saggi che arriveranno in questi giorni a Palazzo delle Muse non sanno che l’unico problema del bilancio 2014 è solo la mancata erogazione della cifra assicurata più volte dal sindaco e dai suoi assessori. Noi fummo i primi a sostenere, già un anno fa, che il Carnevale avrebbe dovuto essere artefice di una rivoluzione, visti i tempi, doverosa. Tagli visti non come ridimensionamento ma come cambiamento verso il nuovo, esaltando questo patrimonio unico e insostituibile. E l’interesse di Sky Arte per la nostra manifestazione, grazie al certosino lavoro di mesi da parte di Enrico D’Alessandro, è uno dei tanti esempi dei quali potremmo parlare. Ma è strano notare che, proprio allora, una telefonata di un rappresentante dell’amministrazione, quella stessa amministrazione che oggi ci rimprovera di non aver attivato nuove strade economiche, ci bloccò dicendo di mantenere lo status quo: a chi li aveva votati nel mondo della cartapesta erano state fatte promesse e assicurate garanzie. Al momento lasciammo tutto così solo perché i tempi erano veramente risicati, decidendo di concentrarci sulla buona riuscita dell’imminente edizione 2014, ma nel nostro progetto triennale successivo tali modifiche erano già previste”. Gemignani chiede così alla politica di dare delle spiegazioni.
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