Il dolore
Visite, esami e farmaci: così ti abbasso il ticket
Chi ha figli, un mutuo e non troppi soldi in banca può pagare meno grazie all’Isee e a un sistema che privilegia il calcolo più favorevole all’utente. Ecco come fare
VIAREGGIO. Pagare meno non è impossibile. Anche su visite mediche, esami e farmaci, che sembrano sempre più cari ogni giorno che passa. E invece esiste un sistema che ha già consentito a molti pazienti di risparmiare sul ticket sanitario. “Retrocedendo” dalla fascia di reddito in cui si trovavano a una più bassa, e quindi versando da quel momento in poi un ticket inferiore. In Toscana, infatti, le prestazioni sanitarie e i farmaci si pagano in base al proprio reddito: se guadagni di più, paghi di più.
Come funziona il sistema. Nulla di illegale, né di scorretto. È il meccanismo previsto dalla Regione che lo consente: lo si spiega in maniera chiara anche sul sito web www.regione.toscana.it, anche se sono una minoranza quelli che vanno a leggersi come funziona il calcolo del ticket in base alle fasce di reddito. Questo sistema, al momento, valuta gli utenti sull’ultima dichiarazione dei redditi, o sul modello Isee. «Non vi è una prevalenza tra i due parametri - spiega la Regione in poche parole - ma il sistema seleziona il dato economico più vantaggioso per l’assistito». Se cioè l’Isee presenta una situazione economica inferiore alla dichiarazione dei redditi, il ticket verrà calcolato su quel modello. Ed è questa la chiave che consente di abbattere, in molti casi, il reddito familiare. E quindi risparmiare sulle cure mediche.
Figli, mutui e conti in banca. Già, perché l’Isee considera non solo il proprio reddito, ma anche il patrimonio e il nucleo familiare. Basta recarsi in un qualsiasi patronato, e farsi fare l’attestazione, per capire quali sono i parametri fondamentali. Oltre al reddito in sé per sé, sono decisivi la presenza e il numero dei figli e le spese che gravano sulla famiglia, come ad esempio il mutuo per la casa. Ma anche la situazione del conto corrente bancario - aggiornata al 31 dicembre dell’anno precedente - viene inserita nel calcolo dell’Isee. Chi ha pochi soldi in banca, insomma, può inserirlo come parametro per il calcolo della situazione economica. Ottenendo una classificazione più favorevole.
Se gli utenti non lo dicono. L’aspetto curioso - racconta Simona De Prete, responsabile del Centro di assistenza fiscale della Cgil Versilia - «è che molti si sorprendono, quando chiediamo quanti soldi hanno in banca. E si rifiutano di dirlo». Ma è un errore, specialmente quando - come accade ormai sempre più spesso - ce ne sono pochi. «Grazie all’Isee - spiega De Prete - si può passare da una fascia di reddito 36mila-70mila euro, in cui si paga un certo tipo di ticket, a una sotto i 36mila che ha un regime assai più agevolato. Certo, si tratta di un meccanismo un po’ curioso. Ma finché la Regione non approverà le nuove fasce Isee, sarà così».
L’inserimento automatico. L’attestazione Isee si fa nei patronati, che la inviano all’Inps. Oppure può essere fatta direttamente con l’Inps, agli sportelli o su Internet. I dati aggiornati vengono poi inseriti automaticamente nella banca dati di riferimento dell’Asl, grazie al meccanismo che - come abbiamo detto - privilegia il calcolo più favorevole. Di conseguenza, l’utente potrà già considerarsi inserito nella nuova fascia di reddito. Per verificare la propria posizione, è comunque consigliabile rivolgersi ai distretti sanitari o ai punti Totem sì (leggi a fianco), soprattutto in vista dello stop all’autocertificazione sui farmaci previsto dal 1º ottobre.
@matteotuccini
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