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Ragioniere truffa immigrato «Pagami e ti do il permesso»

Ragioniere truffa immigrato «Pagami e ti do il permesso»

Un commercialista di Massarosa denunciato dagli uomini della Squadra mobile Si era fatto dare 2.500 euro da un pakistano con la scusa di metterlo in regola

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MASSAROSA. Truffa un immigrato pakistano: «Dammi 2.500 euro e ti faccio avere il permesso di soggiorno». Ma lo squallido espediente di un 50enne commercialista di Massarosa finisce con una denuncia per truffa. La Squadra Mobile di Lucca ha denunciato in stato di libertà un sedicente commercialista residente a Massarosa, per una truffa in danno di uno straniero di origine pakistana, residente nel compitese ed operaio in una azienda agricola della piana lucchese. Il commercialista, non nuovo a truffe del genere, era stato indicato allo sprovveduto pakistano, all' epoca irregolare sul territorio nazionale, come persona in grado di risolvere i problemi legati alla agognata "conquista" del permesso di soggiorno.

Lo straniero aveva ottenuto un incontro nello studio del commercialista, il quale senza tanti giri di parole gli aveva offerto un lavoro fittizio come collaboratore domestico, con tanto di contratto di assunzione, retrodatato di 3 mesi rispetto alla uscita della normativa sulla emersione dal lavoro irregolare, requisito indispensabile per consentire ai datori di lavoro di chiedere allo Sportello Unico Immigrazione della Prefettura la regolarizzazione e dunque l' ottenimento del permesso di soggiorno per il dipendente straniero. Tale periodo deve essere anche coperto dal pagamento dei contributi previdenziali ed assicurativi a carico del datore di lavoro; assolti tali adempimenti, il datore che ne fa richiesta ed il prestatore di lavoro vengono convocati in Prefettura e firmano il cosiddetto "contratto di soggiorno", con il quale lo straniero ha diritto ad ottenere il permesso di soggiorno dalla Questura.

Ma all'atto della convocazione in prefettura si è presentato solo pakistano, mentre del presunto datore di lavoro nessuna traccia. La Prefettura dunque gira la segnalazione alla squadra mobile della questura che dopo approfonditi accertamenti sulla vicenda, scopre che il rapporto di lavoro era fittizio e che lo straniero era stato raggirato. L’uomo, infatti, aveva dovuto versare al commercialista ben 2.500 euro, che sarebbero dovuti servire al pagamento dei contributi previsti ed a "ungere" i funzionari della Questura, ma che in realtà sono stati tutti intascati dal falso commercialista medesimo. Al termine dei riscontri investigativi il truffatore, (era già stato pizzicato due anni fa per reati analoghi) è stato denunciato ancora una volta, per i reati di falsa emersione dal lavoro irregolare e truffa.

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