Il Tirreno

Versilia

Inattendibili i nuovi conti della Viareggio Patrimonio

di Donatella Francesconi
Inattendibili i nuovi conti della Viareggio Patrimonio

Il sindaco incontra la Corte dei Conti, conferma la scelta del dissesto e smentisce Ruglioni: non intendo dare false speranze alla cittadinanza

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VIAREGGIO. È lo scenario del dissesto, quello «più probabile», che il sindaco Leonardo Betti è andato a rappresentare ieri mattina alla Corte dei Conti. Accompagnato dall’assessore Lorenzo Bertoli, da dirigente ai servizi finanziari, Salvatore Santoro, e dal segretario comunale aggregato, Antonio Salonia. Molto chiara è stata l’indicazione arrivata dal massimo organismo di controllo sui conti pubblici: se il Comune di Viareggio riesce, da qui al 30 settembre - data per l’approvazione del preventivo 2014 che non si chiude - a dichiarare il dissesto attraverso la votazione del consiglio, allora non ci sarà bisogno che la Corte lo faccia intervenendo in prima persona. Agli amministratori e dirigenti del Comune è stato anche sottolineato come - se la decisione dovesse invece essere diversa - un Piano di risanamento pluriennale dovrebbe avere le condizioni per essere supportato. Altrimenti le responsabilità per amministratori e consiglieri potrebbero essere molto gravi.

All’attenzione dei magistrati contabili è stata portato anche l’asso nella manica dell’amministratore unico della Viareggio Patrimonio, arrivato nella notte della vigilia dell’incontro con la Corte: 103 milioni da riscuotere, spuntati a sorpresa. Ma l’arma segreta si è rivelata un boomerang. Tanto che nel comunicato che il sindaco Leonardo Betti ha diramato appena rientrato, si legge: «Ho rappresentato alla Corte la comunicazione pervenutami dall'amministratore unico della Viareggio Patrimonio riguardante i residui attivi esigibili al 31 dicembre 2013. Durante la riunione sono stati messi in evidenza dubbi in merito all'attendibilità, alla tardività dei dati e soprattutto all'esigibilità dei crediti, peraltro nel segno di quanto già approvato dal consiglio comunale (vedesi pagine 5-6 della delibera di approvazione del consuntivo, ndr). Non è mia intenzione dare false speranze alla cittadinanza né proseguire nella linea della “finanza creativa” adottata da chi mi ha preceduto, che ha portato al disastro finanziario di questo Ente. Devo quindi - continua il sindaco - stare con i piedi per terra e rilevare che, purtroppo, a fronte di crediti di incerta esigibilità, tale comunicazione non cambia lo scenario e pertanto lo strumento del risanamento attraverso la procedura di dissesto, appare essere la strada più probabile».

I magistrati della Corte dei Conti - sottolinea l’assessore Lorenzo Bertoli - «relativamente ai conti di Ruglioni hanno fatto domande molto precise, come quelle che stiamo facendo noi da mesi. Dove sono i titoli giuridici? Come farete a riscuotere? E, soprattutto, se c’era questo “tesoretto” nascosto, come mai non è saltato fuori in tutti questi mesi?». Considerando che da mesi ragioniere capo e revisori dei Conti del Comune vanno chiedendo a Ruglioni di definire il quadro preciso del dare/avere.

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