Sicurezza
Il Centro congressi licenzia e chiude ai primi di ottobre
VIAREGGIO. Ha avvisato i sette dipendenti, con altrettante comunicazioni via lettera, che dal 5 ottobre il Centro congressi chiuderà. «A meno che - così il liquidatore Riccardo Cima - non intervenga...
VIAREGGIO. Ha avvisato i sette dipendenti, con altrettante comunicazioni via lettera, che dal 5 ottobre il Centro congressi chiuderà. «A meno che - così il liquidatore Riccardo Cima - non intervenga l’amministrazione comunale». Ultimo atto di una liquidazione iniziata ben prima che il profondo rosso dei conti del Comune venisse a galla. In realtà i lavoratori del Centro congressi dovrebbero passare alla Viareggio Patrimonio. Come da delibera numero 44 del 28 giugno scorso, approvata dal consiglio comunale. Là dove si dispone di «dare indirizzo all'amministratore unico della Viareggio Patrimonio di interrompere ogni rapporto negoziale con la Viareggio Versilia Congressi assumendo in proprio ogni attività gestoria sull'immobile del centro congressi di Principe di Piemonte e l'annesso stabilimento balneare, ivi compresi i rapporti contrattuali con il personale attualmente in essere in considerazione degli accordi sindacali sottoscritti anche innanzi al Prefetto relativi alla procedura di raffreddamento tra le organizzazioni dei dipendenti della Viareggio Versilia Congressi srl e l'amministrazione comunale». Ma Cima racconta chiaramente cosa sta accadendo: «L’amministratore unico Ruglioni mi ha detto chiaramente di non avere alcuna intenzione di assumere il personale, perché questo obiettivo non è nel Piano operativo aziendale. Peraltro ho convocato per tre volte l’assemblea dei soci in questi mesi e del Comune non si è presentato nessuno. In assenza di decisioni dell’amministrazione comunale ho scritto chiaro che dal 5 ottobre sono costretto a cessare l’attività».
La scorsa settimana - interviene così Geronimo Madrigali, consigliere comunale di Sel - «all'incontro con i dipendenti della Versilia Viareggio Congressi, l’assessore Bertoli, ha confermato di aver più volte sollecitato Ruglioni ad assumere tutti i dipendenti. Sono sicuro, come ci ha garantito alla suddetta riunione, che l'assessore farà ciò che è nelle sue possibilità per risolvere questa drammatica situazione. Com'è possibile che un amministratore unico nominato dal sindaco faccia di testa sua senza seguire le indizioni vincolanti del consiglio comunale e dell'amministrazione? Il sindaco dovrebbe intervenire immediatamente, valutando anche la rimozione del suddetto amministratore».
Ma la “partita” va ben oltre il destino del Centro congressi e dei suoi lavoratori. Cima è da sempre contrario alla dichiarazione di dissesto: «Mef e Corte dei Conti non sono Dio in terra. Ed il documento sui residui presentato da Ruglioni non mi sembra fatto male. Quando un professionista come lui si permette di dire che il bilancio di un Comune è falso, direi che non siamo in presenza di chiacchiere da bar...Soprattutto se in ballo c’è una città che sta per saltare, tutta compresa...Perché una cosa è chiara: in questa città non viene ad investire più nessuno». (d.f.)
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