Italia
Stop alla chiusura dei rubinetti alle famiglie povere
Lettera aperta a Gaia del sindaco Del Dotto che chiede serietà su impegni e scadenze e rilancia sulle proposte politiche
CAMAIORE. Prove di dialogo tra politici e tecnici sul tema dell’acqua e della depurazione in Versilia che ultimamente, tra aumenti tariffari e cattive gestioni all’origine dell’inquinamento del mare e dei successivi divieti di balneazione, ha fatto parecchio discutere. Da una parte c’è chi, come il giovane sindaco renziano di Camaiore, Alessandro Del Doto - di una generazione, diciamo così, 2.0 di amministratori locali - si trova a gestire la patata bollente dei ritardi sul sistema delle acque e della depurazione in Versilia. Dall’altra un neo presidente di Gaia, la società di gestione del servizio idrico integrato, Nicola Lattanzi, che punta il dito contro i Comuni colpevoli di non prendersi sufficientemente cura della societò di cui sono i proprietari.
In una lettera aperta Del Dotto prova a spiegare come Comuni e Gaia possono ripartire. «Inutile dire che non condivido gli strali di quei politicanti estremisti e inaffidabili che oggi si lanciano in stupide crociate anti-tariffa mentre nel 2008, a Camaiore, sedevano in Consiglio e votavano un aumento di capitale in bianco, cioè senza piano industriale o garanzie per il Comune, per oltre 1,8 milioni di euro. Certo, l'ennesimo aumento tariffario fa arrabbiare se non si spiega ai cittadini, com'è doveroso, che quei soldi devono finanziare un sistema infrastrutturale che da anni attende adeguamenti e ampliamenti, tipo la rete fognaria o dei depuratori (che tanti problemi finiscono per creare al nostro mare), o la rete idrica (che deve veder abbattuta ogni perdita). Soldi da tariffa che non devono perdersi nel labirinto delle strategie aziendali o delle ristrutturazioni societarie e finanziarie: nomi altisonanti della tecnica che hanno coperto, per anni, indirizzi politici che hanno ridotto GAIA a un buco. Con l'arrivo del dott. Peruzzi le cose hanno iniziato ad evolvere in meglio; oggi ci siamo affidati alla guida di un economista per la presidenza. Ma la politica, sana e buona, è quella che detta le regole e le prospettive: la tecnica e i tecnici devono stabilire se e con quali mezzi gli obiettivi della politica sono raggiungibili. A questo confine ci si deve attenere. Un esempio? La politica deve pretendere una gestione accurata e attenta del serio problema delle morosità delle famiglie impoverite dalla disoccupazione e dalla crisi, perché dinsinstallare i contatori - prassi che il diritto condanna - non è la soluzione a un servizio che deve fare attenzione ai problemi sociali, come accade per noi negli enti locali. Un altro esempio. La politica ha il diritto e il dovere di rivendicare la pubblicità del regime proprietario della risorsa idrica, perché è ingiusto e inammissibile che si installino contatori alle fontane pubbliche che dovrebbero dissetare i turisti lungo la Francigena o i borghi e centri abitati rimettendo la bolletta a una comunità che quell'acqua la fornisce, col proprio territorio, a gran parte dell'ambito di servizio».
«Mi prendo la responsabilità di confermare che, a differenza del mio predecessore, valuterò seriamente e con severità ogni strategia di Gaia perché non intendo portare avanti politiche che non siano accompagnate da un serio piano industriale e da un chiaro elenco di seri impegni, con relative scadenze, nei confronti del Comune che guido: non è un atto di sfiducia in GAIA o nel suo management, solo una richiesta di serietà.
«La richiesta di fiducia che il dott. Lattanzi lancia è legittima, ma rispondere di no al suo appello o chiedere chiarimenti e garanzie sulle prospettive e sulle scelte che la Società deve operare non significa "giocare contro" GAIA, bensì - da socio attento e responsabile - esercitare - finalmente! - quel potere di controllo e di indirizzo che per anni è stato affidato nelle mani di una gestione politica (bipartisan) disastrosa, che non ne faceva uso se non in occasione di nomine e incarichi».
«Se Gaia manifesta il bisogno ai proprietari-soci (cioè ai Comuni, dunque ai cittadini delle comunità locali) di sposare strategie di investimento e sviluppo- conclude il sindaco - non è più sufficiente fare appello alla teoria economica: si prenda seri impegni, ben scadenzati, sui debiti che ha nei confronti dei Comuni, i quali ultimi sono spesso condizionati nei loro bilanci da mostruosi fondi di garanzia dalla svalutazione dei debiti legati proprio ai soldi che Gaia dovrebbe pagare ma non salda o non ha ancora messo in agenda di saldare».
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