Sicurezza
Il Parco ai locali «Passato il limite»
Il presidente: multe giustificate da comportamenti abnormi Ma Confcommercio avverte: si può anche uscire dall’Ente
VIAREGGIO. «Non c’è alcun pregiudizio, solo multe a chi ha esagerato». È lapidaria la risposta del presidente del Parco Migliarino-San Rossore, Fabrizio Manfredi, ai locali della Darsena che si lamentano per le multe fatte per disturbo agli animali. «Non c’è stato alcun atteggiamento pregiudiziale nei confronti degli imprenditori versiliesi - dice Manfredi - nei controlli che hanno peraltro riscontrato numerose irregolarità nella gestione delle attività di intrattenimento. È inoltre utile precisare che i verbali elevati e le sanzioni riguardano i casi più eclatanti, in cui la palese difformità dalle regole da parte dei gestori dei locali è peraltro comprovata da filmati, e che le attività delle guardie non hanno natura persecutoria o vessatoria nei confronti di singoli imprenditori in quanto tali, ma assolvono allo svolgimento delle funzioni che competono ad un corpo di vigilanza di un’area protetta come il nostro Parco. I comportamenti che sono stati sanzionati dalle guardie del Parco possono definirsi a buon diritto abnormi rispetto a ciò che è consentito non solo dal Regolamento d’uso del Parco, ma anche dalle norme comunali. E non possono certamente rientrare tra le ordinarie attività autorizzate dalle leggi e dai piani di gestione dell’area protetta, e svolte dai locali».
«Peraltro - prosegue Manfredi - è bene rammentare che l'apertura di pubblici esercizi in un contesto di tale pregio, che è anche uno dei loro principali elementi di attrattiva, è stata possibile in passato solo grazie alle definizione di destinazioni d’uso ben precise: le attività che vengono svolte dagli imprenditori al di fuori delle regole, e che non sarebbero consentite neppure in un centro urbano, non possono quindi essere lasciate all’anarchia».
Confcommercio, però, dopo aver chiesto un tavolo di confronto tra Parco e imprenditori per la risoluzione dei vari problemi di convivenza avverte: se non si dovessero risolvere le controversie «nell’interesse delle imprese delle Marine e delle centinaia di posti di lavoro che esse garantiscono, rimane l’alternativa di uscire dall’ente Parco, soluzione sulla quale sarebbe opportuno cominciare a riflettere».
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