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Versilia

sul consiglio aperto

Battibecco tra Cosci e Pintus «Non conosce le regole»

PIETRASANTA. Non si placa la polemica intorno al consiglio comunale aperto, alla presenza del vescovo, Monsignor Benotto, oranizzato a Pietrasanta e - secondo l’opposizione in aula - reso possibile...

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PIETRASANTA. Non si placa la polemica intorno al consiglio comunale aperto, alla presenza del vescovo, Monsignor Benotto, oranizzato a Pietrasanta e - secondo l’opposizione in aula - reso possibile solo grazie alla presenza dei cosniglieri di minoranza. La replica di Marilena Pintus (Fds), alle accuse del centrodestra, non è piaciuta. E così sulla vicenda torna a intervenire Andrea Cosci

Cosci da prima ribadisce la necessità del numero legale anche per i consigli comunali aperti. E poi precisa la questione dei numeri: «Nel mio articolo dico che il numero legale è 11 e la maggioranza era presente in 8 compreso il Sindaco più un Consigliere: 8 più 1 credo faccia 9. Casomai ho voluto rimarcare l'assoluta distanza dal sindaco di un consigliere di maggioranza che quando parla il sindaco lui esce dall'aula. Per quanto riguarda la minoranza, la mancata presenza di 2 consiglieri non pregiudicava la valenza politica di questo consiglio, mentre l'assenza di 4 consiglieri di maggioranza poteva danneggiare l'immagine di Pietrasanta. Sta di fatto che queste assenze, che potranno essere giustificate come volete, hanno rimarcato una situazione di scarsa autorevolezza di questa maggioranza».

Per quanto riguarda il consiglio aperto Cosci contesta poi il fatto che sia stato consultato il segretario generale per disporre, contrariamente alla decisione della conferenza capigruppo, un consiglio aperto.«Che vengo a fare - afferma - alle riunioni dei capigruppo se poi decidete per conto vostro?»,

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