Il Tirreno

Versilia

il caso “monsignore”

Pintus (Fds) a Cosci: «Solo falsità»

«Per il consiglio comunale aperto non serve il numero legale»

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PIETRASANTA. «Sulla seduta consiliare di giovedì scorso alla presenza dell'Arcivescovo Benotto, quante falsità da Forza Italia». Parole di Marilena Pintus capogruppo della Federazione della Sinistra che interviene all’indomani della presa di posizione di Fi, convinta di aver garantito, con la propria presenza in aula, lo svolgimento del consiglio comunale con il vecsovo.

«È pur vero che la campagna elettorale è partita, ma affermare numeri e regole false, facilmente riscontrabili nel regolamento del consiglio comunale, è solo indice di strumentalizzazione da parte della minoranza - afferma Pintus - Ma tant'è, se gli argomenti sono quelli c'è ben poco da stare allegri. Il capogruppo Andrea Cosci, intervenendo sulla stampa a proposito del consiglio comunale con l'Arcivescovo Benotto, ha affermato che il suddetto consiglio comunale si è potuto svolgere solo grazie alla presenza della minoranza perché altrimenti non ci sarebbe stato il numero legale, dimostrando di non conoscere il regolamento; infatti essendo quello di giovedì scorso un consiglio comunale aperto, per la sua validità, non ha necessità di numero legale».

«Inoltre - continua l’esponente della Federazione della sinistra pietrasantina - ha sbagliato anche a contare visto che la maggioranza è composta di 13 consiglieri, erano assenti in 4, pertanto erano presenti in 9 ( non 8 come lui dice) mentre la minoranza, che è composta di 8 consiglieri, essendo assenti 2 consiglieri, era rappresentata da 6 consiglieri».

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