Il Tirreno

Versilia

Mamma Cira scrive a Renzi e Mogherini

di Claudio Vecoli
Mamma Cira scrive a Renzi e Mogherini

Fra pochi giorni l’inizio del processo per la morte del figlio Alla sbarra il medico del carcere di Grasse e due infermiere

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VIAREGGIO. L’occasione per avere giustizia è finalmente arrivata. Dopo più di quattro anni di battaglie per capire cosa è successo davvero all’interno del carcere di Grasse il 25 agosto 2010, mercoledì si aprirà in Francia il processo per la morte di Daniele Franceschi, l’operaio viareggino deceduto ad appena trentasei anni nel penitenziario della Costa Azzurra in circostanze ancora tutte da chiarire. Una vicenda piena di lati oscuri sulla quale la Francia ha sempre cercato di mantenere un velo di imbarazzato, complice silenzio. Arrivando anche a ostacolare la ricerca della verità da parte della famiglia - e in primo luogo di Cira Antignano, madre di Daniele - che non ha mai smesso di urlare la propria voglia di giustizia.

Proprio mamma Cira, a poche ore dalla prima udienza, ha voluto riaccendere i riflettori intorno al caso del figlio. Ed ha scritto una lettera-denuncia al premier Renzi, al ministro degli esteri Mogherini, al presidente della commissione giustizia del Senato Manconi e al governatore della Toscana Rossi perché lo Stato si schieri finalmente al suo fianco nella battaglia per la ricerca della verità. «Io stessa, in gravi difficoltà economiche - ha spiegato Cira Antignano - potrò partecipare al processo solo grazie al sostegno di Acad, l’Associazione contro gli abusi in divisa, e il "Comitato delle vittime della strage di Viareggio e del 29 giugno"».

Mercoledì, in un’aula del Tribunale correzionale di Grasse, a pochi chilometri da Nizza, un pezzo di verità potrebbe venire finalmente alla luce. Alla sbarra, accusati di omicidio, il medico e due infermiere del carcere. Secondo quanto emerso dalle indagini della magistratura francese, non avrebbero fatto tutto il possibile per salvare la vita a Daniele, rinchiuso nel penitenziario della Costa Azzurra da sei mesi in attesa di processo per una storia di carte di credito clonate utilizzate in un casinò di Cannes e che da alcuni giorni accusava dolori.

Ma al processo compariranno anche i vertici amministrativi dell’ospedale di Grasse, per i quali gli inquirenti transalpini hanno ipotizzato responsabilità nella vicenda per un'errata valutazione degli esami medici forniti dal carcere all'ospedale nelle fasi in cui lo stesso Franceschi, durante la detenzione, accusò malori e poi morì nel penitenziario».

@ClaVecoli

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