Toscana
Città in vendita: dalla Passeggiata al porto, ai beni dell’ex demanio
È la ricetta del sindaco e dei suoi consiglieri presentata ieri pomeriggio ai consiglieri di maggioranza Betti al ragioniere capo: voglio il preventivo in 48 ore. Ma il bilancio non si può chiudere e lo si sa da mesi
VIAREGGIO. “Le cose presto cambieranno e si ristabilirà la legalità”: si chiude così il film “Le mani sulla città” di Francesco Rosi, storia di edilizia e politica. Legalità che a Viareggio, oggi, si ristabilisce cambiando passo rispetto ai comportamenti del passato. Quelli descritti nella relazione dell’ispettore del ministero dell’economia, Luciano Cimbolini: «L'utilizzo dei proventi derivanti da permessi di costruzione, fornisce un surrettizio supporto agli equilibri di bilancio. Ma ancora più grave appare la scelta, ripetutamente effettuata di finanziare la parte corrente del bilancio con presunte plusvalenze derivanti da alienazioni immobiliari. Questo ha prodotto degli squilibri dì bilancio assolutamente strutturali che hanno concorso al formarsi di pesanti disavanzi di amministrazione che poi si sono palesati in sede di rendiconto».
Ma l’amministrazione Betti che fa? Punta tutto sulle alienazioni, al gran casinò del bilancio comunale. Così, al tavolo dell’incontro con un gruppo di ragionieri capo e segretari comunali di altri Comuni della Toscana (che hanno avuto dall’arrivo del segretario Antonio Salonia tutte le carte dei conti viareggini), ieri mattina si è venduto di tutto. La Passeggiata (diritti di superficie) per 70 milioni, terreni e immobili che il Comune ha recentemente acquisito dal demanio statale (c’è anche il parco giochi in Darsena, insieme alla Terrazza della Repubblica, un po’ di immobili e fabbricati in porto e così via), e senza dimenticare le azioni della Viareggio porto. Cinquanta milioni la cifra calcolata al tavolo con gli avvocati di in fondo arabo, negli incontri che si sono sviluppati tra settembre 2013 e giugno 2014. Come da documento circolato in Municipio che indicava la necessità di evitare quel dissesto che i numeri indicano per portare a casa l’operazione.
“Vendere vendere vendere” è il motto del segretario comunale reggente Antonio Salonia che sul tavolo di Betti ha messo anche i palazzi della cultura.
Scassinato il salvadanaio (la relazione del Mef è netta nel descrivere il gioco delle campanelle che le amministrazioni viareggine hanno fatto con le alienazioni) nel quale si sarebbe trovati anche 70 milioni di recupero su tariffe e tributi, come assicura la Viareggio Patrimonio che, però, non è in grado di spiegare come mai non trova 27 milioni che deve rendere al Comune, ora si veleggia verso la chiusura del bilancio preventivo 2014. Come annunciato ieri dal sindaco Betti ai consiglieri di maggioranza. «Pur essendo stata preannunciata dall'assessore Bertoli la difficoltà di presentare anche per il 2014 un bilancio in pareggio - si legge nella nota diffusa nel pomeriggio - il sindaco Betti ha annunciato di aver chiesto al ragioniere capo entro pochi giorni un documento ufficiale per il 2014».
Il primo cittadino, salito da una decina di giorni sulla “giostra” dei consiglieri (da Salonia a Pozzoli che potrebbe ottenere l’incarico professionale per il Piano di risanamento) meglio farebbe a leggere le mail ed i documenti che gli vengono inviati proprio dal ragioniere capo Salvatore Santoro. Il quale ha scritto, ormai da settimane, alla Procura generale della Corte dei Conti che «appare impossibile allo stato attuale redigere il bilancio di previsione 2014 nel rispetto delle norme di finanza locale». Un’affermazione ribadita dall’assessore Bertoli in consiglio comunale il 27 agosto. E riconfermata in questi giorni da una precisa nota che Santoro ha inviato al sindaco, ricorda Bertoli. Dunque, è cambiato qualcosa da allora a oggi? «No. Dal lavoro di ricognizione contabile che abbiamo fatto in questi giorni - dichiara netto l’assessore al bilancio, Lorenzo Bertoli - non è emerso niente». E vendere la fontana di Trevi di comica memoria, ammesso di non essere beccati, non servirebbe - è la contabilità, bellezza - a coprire lo squilibrio di parte corrente.
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