Sicurezza
Pochi consiglieri dal Monsignore
La denuncia di Fi: «L’incontro con Benotto assicurato grazie a noi»
PIETRASANTA. Poteva sfiorire in «una gran figuraccia istituzionale» l'incontro in sede consiliare, svoltosi giovedì scorso, fra Monsignor Giovanni Paolo Benotto e i politici pietrsantini.
A rimarcarlo, in una nota, il capogruppo di Forza Italia, Andrea Cosci. «La partecipazione a questo Consiglio della più alta carica religiosa della nostra Diocesi, doveva essere caratterizzata da una massiccia partecipazione non solo di pubblico, ma anche degli organi istituzionali politici come giunta e consiglieri. Considerando che il numero legale per svolgere un consiglio è di 11 consiglieri, giovedì scorso invece abbiamo assistito alla fine istituzionale di questa maggioranza. Consiglieri presenti di maggioranza presenti 8, compreso il Sindaco, più un consigliere che durante i saluti del primo cittadino si alza e lascia l'aula. Assessori presenti 3, assenti 3: o abbiamo avuto un'epidemia influenzale in una parte dell'Amministrazione o questi signori non si rendono conto della figuraccia che Pietrasanta avrebbe potuto fare nei confronti dell'ospite e di cosa rappresentava. Se non era per la responsabilità dei consiglieri di minoranza che hanno permesso lo svolgimento del consiglio raggiungendo il numero legale con la loro presenza, la Presidente Ilaria Talini avrebbe dovuto chiudere i lavori dell'aula, salutare Monsignor Benotto senza poterlo fare parlare, spegnere le luci e chiudere il Comune».
«La città di Pietrasanta - continua ancora Cosci - ha evitato una bruttissima figura, non certo grazie all'irresponsabilità di questa maggioranza che oramai è allo sfascio, ma al senso civico e istituzionale che la minoranza ha dimostrato».
« Credo che sia il Sindaco sia il Presidente del Consiglio dovrebbero riflettere - evidenzia Cosci - su quello che è avvenuto. Puoi essere ateo, non condividere le parole o i pensieri di un'Autorità che rappresenta una religione, ma comunque come consigliere comunale hai il dovere di rappresentare la tua comunità e principalmente sei in dovere di non fare vergognare la tua città».
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