Sicurezza
L’appello dei balneari a Renzi: «Abbassaci l’Iva»
Versilia: dopo un’estate nera si chiede un provvedimento ad hoc che porti l’aliquota al 10% come le altre imprese turistiche
VIAREGGIO. La campagna dei balneari per l’abbassamento delle tasse dopo la stagione più nera continua. Dopo la richiesta di rivedere gli studi di settore - che così come sono concepiti rischiano di scatenare una valanga di accertamenti del Fisco a causa dei fatturati più bassi rispetto alle previsioni - ecco un nuovo appello alla politica. Anzi, “al” politico: il presidente del Consiglio Matteo Renzi. A cui le associazioni dei bagni chiedono l’abbassamento dell’Iva.
In realtà è una vecchia battaglia, quelle delle imprese balneari, per la riduzione dell’Imposta di valore aggiunto. Che per tutte le imprese turistiche è fissata da anni al 10%, mentre per i bagni è passata nel tempo dal 20% al 22% “grazie” alle ultime Finanziarie. Un’ingiustizia, secondo i concessionari, che fa il paio con una tassazione ritenuta eccessiva per numerosi aspetti: dalla tariffa dei rifiuti pagata per 12 mesi anziché solo per la stagione estiva, passando all’Imu chiesta sulle proprietà immobiliari in spiaggia.
Ma nella lettera scritta al premier Renzi e ai ministri Pier Carlo Padoan e Enrico Franceschini si fa riferimento a un provvedimento che sarebbe «straordinario», in attesa del riordino definitivo delle aliquote. Su cui comunque i balneari intendono insistere per la modifica al ribasso.
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