Il Tirreno

Versilia

Pronto il progetto per la casa di riposo nella casa colonica

Pronto il progetto per la casa di riposo nella casa colonica

La Fondazione nata per esaudire le volontà di Barberi lo ha presentato al Comune che ora ne valuterà la fattibilità

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FORTE DEI MARMI. C’è una proprietà in via Francesco Carrara che da quasi 50 anni, ormai, aspetta di veder realizzato il sogno di chi la lasciò in eredità al Comune.

Rodolfo Barberi, infatti, nel maggio del 1964, lasciò alla città di Forte dei Marmi una casa colonica e un vasto terreno in via Carrara per realizzarvi una casa di riposo per gli anziani, da intitolare al figlio Lirio Barberi, medico caduto nella Campagna di Russia nel 1942.

Inspiegabilmente le varie amministrazioni comunali che si sono succedute hanno sempre dimenticato questo lascito, tanto che alcuni anni fa alcuni degli eredi intrapresero la via giudiziaria per recuperare la proprietà. Il lascito, legato come detto ad un importante progetto sociale, rappresenta per Forte ma per l’intera Versilia una importante risorsa dato che sul territorio c’è grande necessità di strutture in grado di accogliere anziani.

Tuttavia da qualche mese, qualcosa sta cambiando, è stata fatta un Fondazione privata che ha messo a punto un progetto per realizzare una Casa semiresidenziale per anziani che è stato presentato al Comune.

«Viene così a concludersi un percorso iniziato nel 2012 con la costituzione della Fondazione prima e successivamente , nel 2013, con la presentazione di una ipotesi progettuale che fu illustrata in vari incontri con la cittadinanza, raccogliendo suggerimenti e consensi – spiega Vasco Franceschi uno dei promotori della Fondazione e della proposta.

Con la consegna di questa ultima stesura progettuale, si passa da una fase di studio ad una fase di realizzazione. L’Amministrazione comunale ha ora in mano un progetto concreto sul quale esprimere prima il suo giudizio di utilità ed importanza e poi ,di fattibilità sia sotto il profilo urbanistico ed edilizio che economico.

«Il progetto in questione si sviluppa in quattro settori: il primo – continua Franceschi - vede realizzati la sala di soggiorno-pranzo ed i servizi igienici; il secondo comprende la cucina, la lavanderia, la centrale termica, il vano frigo, la dispensa, gli uffici della direzione, e lo spogliatoio con servizi igienici del personale. Il terzo settore comprende a sua volta i vani per gli ospiti, quali sala TV, servizi igienici, due stanze riposo con bagno a doccia ed un bagno disabili, sala lettura e gabinetto, ed altre due stanze riposo con bagnetto a doccia e bagno disabili. Il quarto settore, infine, - continua Franceschi - prevede un ampio vano palestra, un vano per parrucchiere, il deposito sporco, altri spogliatori e servizi nonché un ambulatorio infermieristico. Il tutto sarà arricchito da ampi loggiati, vari vialetti pedonali, due gazebo in vetro e metallo e varie panchine per ospiti e visitatori, mentre all’esterno saranno realizzati, sui vari lati, 67 posti auto».

«Il dado è tratto, speriamo di poter attraversare come Cesare il “Rubicone” - conclude Franceschi - e quanto prima la Fondazione convocherà un incontro pubblico per illustrare meglio e direttamente ai cittadini il progetto che sarà realizzabile solo solo e soltanto con l’aiuto dell’Amministrazione Comunale e con il sostegno morale e materiale della nostra gente». (r.f.)

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