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Versilia

l’allarme della fiom

Pocai: «Declino quasi irreversibile»

Pocai: «Declino quasi irreversibile»

Il sindacato preoccupato: ormai da noi solo allestimenti

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VIAREGGIO. Le luci. Quelle di Cannes dove la nautica celebra se stessa specchiandosi negli scintillanti scafi dei superyacht extra lusso. E le ombre. Quelle di capannoni dove le lavorazioni sono sempre meno, i fatturati sono a picco, le aziende tagliano sul personale, non si investe sulle infrastrutture. Ombre che preoccupano seriamente chi, ascoltando le aziende che annunciano la costruzione di yacht sempre più grandi ha una certezza: non saranno costruiti a Viareggio «dove ormai da troppo tempo non si costruisce più niente - dice il segretario provinciale della Fiom Cgil, Lamberto Pocai - al massimo, si allestiscono gli yacht e comunque di dimensioni minori: 45 metri per Azimut Benetti, si può arrivare a 70 per Perini anche se poi ci sarebbero problemi a uscire dal porto». Pocai porta altri esempi: la tradizione di Fratelli Rossi va avanti ma gli scafi si fanno a Pisa e la stessa cosa succede anche per Codecasa. Resta Azimut, che però ha annunciato 50 esuberi su Viareggio. Anche Perini si è spostata su La Spezia e nella sede storica di via Coppino deve fare i conti con un piano di esuberi pari al 50% della forza lavoro. «È una situazione di lento declino, quasi irreversibile - dice Pocai - Potremmo lavorare, come città, sulle infrastrutture ma su questo fronte non sono stati fatti passi in avanti». Qual’è dunque un’alternativa per assicurare lavoro in porto? «Di certo non il mercantile e nemmeno la croceristica. Dovremmo sperare in un piano di rilancio della pesca per garantire occupazione e attività a Viareggio? Incrementare il refit? Di sicuro senza un’alternativa il declino è inevitabile».

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