Sicurezza
Il grido d’allarme degli albergatori «C’è un boom di strutture abusive»
Il presidente Paolo Corchia stima che Il 30% dei turisti pernotti in strutture fuorilegge Gli operatori del settore attaccano anche agriturismi e affittacamere: «Fanno concorrenza sleale»
VIAREGGIO. Scoppia l’allarme “alberghi abusivi”: «In Versilia il 20-30% dei turisti alloggia in strutture illegali, che non pagano tassa di soggiorno, non hanno alcun obbligo di rispetto dei contratti di lavoro e non offrono garanzie ai propri clienti». A sollevare la questione è Federalberghi Toscana, di cui è presidente il fortemarmino Paolo Corchia. Considerando che durante la stagione estiva in Versilia si contano mediamente un milione di presenze, il numero dei turisti che alloggia in strutture fuorilegge ondeggia tra le 200mila e le 300mila unità. «La mia è solo una stima – spiega Corchia – Anche perché bisogna considerare che le persone che vanno in queste strutture sfuggono a qualsiasi censimento sul turismo. Il fenomeno purtroppo è in ascesa: basta andare su Internet per scoprire che di annunci di questo genere ce ne sono migliaia. Qui da noi riguarda soprattutto Viareggio e Camaiore, ma anche le altre zone non ne sono esenti». L’allarme di Federalberghi arriva nel momento in cui il consiglio regionale della Toscana si appresta a riformare il testo della legge 42 del 2000, meglio conosciuta come Testo Unico delle leggi regionali in materia di turismo. Una nuova legge giudicata inadeguata dalle associazioni di categoria perché non offre una soluzione al tema dell’abusivismo ricettivo. «A marzo si vota per eleggere il nuovo consiglio – spiega Corchia – A questo punto sarebbe meglio che ad occuparsi della questione fosse la prossima legislatura. Meglio nessuna legge che una pessima legge».
Oltre all’abusivismo tout court, Corchia pone l’accento sulla concorrenza sleale nei confronti degli alberghi praticata da agriturismi, affitta camere e case vacanze: «È quello che io chiamo “abusivismo legalizzato” – spiega Corchia – Intendiamoci, sono forme ricettive che ci vengono chieste dal mercato ed è bene che vi siano. Non ho niente contro chi lavora rispettando le regole, ma sempre più spesso capita di imbattersi in agriturismi che non hanno niente di “agri”. Al contrario sono veri e propri alberghi che sfruttano i vantaggi fiscali e contributivi derivanti dalla possibilità di applicare al personale contratti di lavoro meno onerosi e dall’avere una tassazione più leggera. Questa, a nostro avviso, è concorrenza sleale e una legge regionale ben fatta dovrebbe affrontare la questione».
Alla versione di Corchia si sposano le considerazioni di Elisabetta Bellotti, presidente degli albergatori di Viareggio. «Il fenomeno dell’abusivismo ricettivo è in crescita – spiega – Ci vorrebbero maggiori controlli, soprattutto su Internet. Anche i sindacati dovrebbero dire la loro: denunciano le condizioni dei dipendenti impegnati ai piani degli hotel, ma si dimenticano che nelle strutture abusive lavorano in nero persone che non hanno contributi, malattia, ferie». A Roma, Federalberghi ha messo a punto un sistema informatico anti-abusivi. Mettendo a confronto i data base delle imprese regolarmente iscritte alle Camere di commercio e quelli dei portali di booking alberghiero è emerso che nella capitale il fenomeno dell’abusivismo è svolto da privati ed associazioni religiose. «Quando lo si utilizzerà in Toscana – conclude la nota – se ne vedranno delle belle».
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