Il dolore
Fipa costruisce yacht da 70 metri
Si corre verso le grandi misure. Overmarine ha iniziato (a Pisa) la realizzazione del primo 50 m flying bridge
Sono i giorni dei maxi-yacht. Dopo l’annuncio dato mercoledì da Benetti che costruirà 3 megayacht da oltre 100 metri, è la volta del gruppo Fipa-Maiora.
Francesco Guidetti è sulla tolda dello stand al salone della nautica di Cannes. Qui fa bella mostra di sè il modello da 70 metri che è in corso di costruzione nei capannoni di Viareggio.
E non è finita, anche Overmarine è alle prese con un megayacht. Lo conferma allo stand nel vecchio porto di Cannes, lo stesso amministratore delegato Maurizio Balducci.
«Il megayacht dislocante che presentammo al salone di Montecarlo è in fase di costruzione a Pisa. Abbiamo terminato lo scafo».
C’ è già un cliente o lo costruite in proprio per poi venderlo? «Stiamo trattando, dovremmo averlo a breve».
Segnali importanti arrivano dai nostri cantieri, siano a Viareggio, Pisa o Livorno. Alla fine le maestranze impiegate sono sempre le stesse. Come sono le sempre gli stessi gli studi professionali e le ditte di componentistica che affiancano i grandi gruppi della Darsena.
Che in Costa Azzurra, per il salone che chiude domenica prossima, sono presenti in massa. C’è Benetti come Fipa, Overmarine come Sanlorenzo.
Che non deflette sul fronte dell’ospitalità. Allo stand c’è Massimo Perotti ma anche champagne e prosciutto (quello italiano, è un Parma) per tutti: dealers, compratori, giornalisti. Non facile, se non per poche battute, parlare con Perotti.
«E’ impegnato su due fronti – racconta il portavoce Mario Gornati – quello del salone di Cannes come patron di Sanlorenzo, ma è al lavoro anche per Genova».
Perotti è dalla primavere scorsa presidente di Ucina, la Confidustria della Nautica. Ha in mano la patata bollente del salone di Genova e una defezione che fa male al cuore, quella di Azimut Benetti.
Paolo Vitelli e Vincenzo Poerio hanno portato a Cannes quatto anteprime mondiali di Azimut. Mentre Perotti, ai giornalisti ribadisce: «Sarebbe il caso che i cantieri italiani portassero le loro novità solo a Genova».
Intanto Azimut-Benetti non ha mollato di un metro, un vero bugia-nen piemontese. A Genova le barche di Avigliana, Viareggio e Livorno non andranno.
Incerta anche la presenza di Baglietto, oggi gruppo Gavio, che è invece ben rappresentato a Cannes. Tanto da avere un doppio stand, uno dedicato al cantiere Cerri. Il piccolo cantiere di Marina di Carrara, ma con maestranze in gran parte viareggine, che Gavio – colosso delle autostrade – rilevò dopo che l’azienda non riusciva a completargli lo yacht ordinato.
Un problema che ha colpito molti cantieri i cui marchi sono poi spariti, oppure passati di mano. Sulla Croisette, ad esempio, trovate le barche Admiral, il marchio che apparteneva ai Cantieri di Lavagna, poi falliti. Admiral era finito ai cinesi, poi è stato rilevato da Giovanni Cosentino, astro nascente della cantieristica toscana con in portafoglio la Tecnomar (già di Faliero Sarti) e gli ex cantieri Nca di Marina di Carrara, passati dallo Stato al privato. Tutti annunciano grandi novità.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
