Italia
Prende fuoco una villetta mattina di paura a Valdicastello
L’incendio, innescato da un corto circuito, ha semidistrutto l’abitazione dell’architetto Tartarelli e costretto a evacuare le case confinanti per il timore che potesse esplodere una bombola di gas
PIETRASANTA. Una vita di ricordi e passioni andata in fumo nel breve volgere di poche decine di minuti. Già perché l'incendio che ieri mattina ha distrutto, a Valdicastello, la casa di Uriano Tartarelli, noto architetto e insegnante pietrasantino, ha reso cenere documenti, fotografie, libri dedicati all'arte, videocassette, mappe e cartografie archiviate anno dopo anni, tutto materiale che Tartarelli, gelosamente, custodiva nelle diverse nicchie della sua casa a due piani a pochi passi dalla via Comunale. Un incendio, innescato da un cortocircuito secondo quanto accertato dai vigili del fuoco, che ha tatto correre qualche brivido di paura di troppo fra i residenti di zona: una decina di persone, infatti, sono state costrette a lasciare la propria abitazione, attigua a quella di Tartarelli che in quel momento, erano circa le 11 di mattina, si trovava in ospedale per una medicazione.
«Sono stati attimi concitati. Abbiamo visto tutto quel fumo provenire dalla casa di Tartarelli e ci siamo precipitati fuori. Poi sono arrivati i vigili del fuoco e la situazione, sia pure lentamente, è tornata sotto controllo» racconta una vicina. L'incendio, come detto, si è sviluppato durante l'assenza di Tartarelli dalla propria casa: è stata immediatamente avvertita la figlia Monica, anche lei architetto, che si è precipitata sul posto. «La casa non c'è più. Tutto bruciato, distrutto. La disperazione di mio padre è quella di non aver potuto salvare neppure uno dei documenti a cui tanto teneva e che custodiva da anni. È un grande appassionato di arte, ha libri e foto e poi tutto il materiale inerente la sua professione, le videocassette. E ancora il suo guardaroba. Fa tristezza, un’enorme tristezza, anche se ciò che più conta è che non si sia fatto male e che l'incendio non abbia causato danni alle persone e ancora alle case di Valdicastello» dice con un filo di voce la figlia, mentre il paese è attraversato da nuvole di fumo e la pioggia, fitta, rende il quadro di fondo ancora più tetro. Pesante.
Sul posto due pattuglie della Polizia municipale, coordinate dal capitano Giovanni Fiori e ancora due mezzi dei vigili del fuoco che hanno dovuto faticare non poco per domare l'incendio e soprattutto per tranquillizzare gli abitanti visto che si era sparsa la voce, fin dal primo momento, della presenza all'interno della casa di una bombola a gas. In realtà, la bombola, era posizionata in un contesto di completa sicurezza.
Non pochi, come detto, i disagi per la gente di Valdicastello: detto della decina di evacuati - tornati fra le proprie mura soltanto intorno all'ora di pranzo - da segnalare che sempre per motivi di sicurezza era stata chiusa la circolazione in entrata e in uscita: per arrivare in paese, quindi, l'unica soluzione era quella di farsi una lunga camminata a piedi lasciando il mezzo a debita distanza.
Poi, una volta ripristinate le minime condizioni di sicurezza, il ritorno alla normalità. Anche se quella casa tracimante di ricordi è adesso solo un cumulo annerito di ceneri e mura senza più padrone.
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