Finanza
Niente scuola per cinque bimbi rom
Dopo il rogo delle roulotte a Querceta vivono accampati tra i rifiuti
SERAVEZZA. Hanno perso la loro casa, una roulette in un rogo. Via i ricordi, i giochi, i libri. E ora perderanno la possibilità anche di andare a scuola. È il destino dei 5 ragazzini rom di Querceta rientrati qualche giorno fa dalla Romania e da allora costretti a vivere accampati in tenda in mezzo ai rifiuti tossici delle due roulotte bruciate da ignoti mentre erano all’estero con i genitori. Non c’è un bagno, sono costretti a fare i loro bisogni a terra. E non possono lavarsi.
È l’altra faccia della medaglia della Versilia dei vip e delle vacanze: una Versilia dove «le istituzioni non sono riuscite a risolvere il problema dell’immigrazione, in particolare delle famiglie rom» ci spiegano i Berretti Bianchi. Che in queste settimane, dopo l’incendio delle due roulotte, si sono mobilitati per aiutare questi 5 bambini, insieme all’Istituto Enrico Pea di Seravezza - frequentato regolarmente dai 5 ragazzini fino all’anno scorso - e altre associazioni di tutta la Versilia. Ma sono state tante le porte che l’associazione Onlus si è vista sbattere in faccia, nonostante di mezzo ci siano 5 minori. Dai privati, alle amministrazioni e perfino alcune parrocchie paesane.
«Nessun privato – spiegano gli operatori dei Berretti Bianchi – è disposto ad affittare un appartamento a persone di etnia rom, anche se ci siamo noi associazioni come garanti. Si dovrebbero muovere gli uffici casa delle istituzioni, ma a parte Seravezza, c’è un'assenza totale delle istituzioni della Versilia. E l’assistenza sociale non può intervenire altrimenti gli tolgono i bambini». Intanto, nonostante il divieto del primo cittadini di Seravezza, le due famiglie rom temporaneamente sono tornate ad accamparsi con due tende nel parcheggio dell’Henraux, in mezzo ai rifiuti. «C’eravamo proposti di toglierli noi – proseguono i Berretti Bianchi – ma ci è stato detto che non possiamo essendo rifiuti speciali. Però va bene che dal 21 agosto siano lì, abbandonati, e l’Ersu non è stata in grado di far venire una terza azienda a sgombrarli. Ci sono 5 bambini tra quei rifiuti, che lunedì non potranno tornare a scuola: tutto ciò in un paese come questo può essere normale? Ci sembrano cose da Medioevo». Intanto l’istituto Enrico Pea organizzerà una colletta per loro. Nel frattempo i genitori rom ci fanno sapere che sono pronti, lunedì, ad andare prima nell’ufficio del sindaco Neri, e poi dagli altri sindaci della Versilia insieme ai loro bambini.
Tiziano Baldi Galleni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
