La manifestazione
Da Licata a Viareggio ecco il capitano Massimo Amato
VIAREGGIO. Trentaquattro anni, una discreta esperienza di missioni di pace all’estero e anni di lavoro sul campo, faccia a faccia con Cosa nostra. Il capitano Massimo Amato (nella foto sopra è a...
VIAREGGIO. Trentaquattro anni, una discreta esperienza di missioni di pace all’estero e anni di lavoro sul campo, faccia a faccia con Cosa nostra. Il capitano Massimo Amato (nella foto sopra è a fianco del colonnello Fedele), al suo debutto sul proscenio viareggino, appare emozionato ma al tempo stesso sicuro. Romano di origine, arriva da Licata, in Sicilia, una delle zone più belle e difficili di tutta l’isola. «Il capitano Amato ha un’esperienza diversa da quella del capitano Pasquali – ha spiegato il colonnello Stefano Fedele, comandante provinciale – Della Cosa nostra palermitana e trapanese ormai si sa tutto, ma di ciò che accade nell’agrigentino, nel ragusano e nel nisseno e dei rapporti tesi tra Cosa nostra e gli stiddari si parla assai meno. Questo è il contesto difficile in cui il capitano Amato si è trovato ad operare sino ad ora. Qui da noi troverà una situazione diversa: la Versilia gli consentirà di applicare le sue capacità su un ventaglio di crimini assai più ampio. La sensibilità della comunità, della stampa e di tutta la società civile rispetto al tema della sicurezza qui appare maggiore se confrontata alle zone in cui si è trovato a lavorare sino ad adesso. Pertanto avrà bisogno di “riformattarsi” un attimo, ma non c’è dubbio che sia un ottimo elemento. Anche perché altrimenti – scherza Fedele – non l’avrebbero mandato a Viareggio, che rimane una delle compagnie più ambite dagli ufficiali dei carabinieri, una di quelle piazze in cui solitamente si mandano persone che hanno ben figurato in passato proprio perché si è consapevoli della delicatezza del territorio. Sono sicuro che il capitano sarà equilibrato ed efficace tanto quanto il capitano Pasquali».
Il capitano Amato ha preso la parola per un breve saluto alla stampa e alla città: «Spero di essere all’altezza di chi mi ha preceduto – ha spiegato – Non sarà facile ma mi impegnerò per fare ancora meglio. La mia passione per l’Arma? È nata vedendo all’opera i carabinieri della mia città, Roma. Ho fatto missioni di pace in Iraq, Kosovo e Afghanistan. Poi sono stato a Bolzano, nel reggimento di proiezione (una brigata che si occupa di formare personale per grandi eventi e interventi sulle calamità, ndr). Infine l’esperienza di Licata».
A Viareggio, il capitano Amato avrà modo di cimentarsi con una realtà diversa da quella siciliana: forse meno feroce ma di sicuro altrettanto complessa. Un banco di prova importante in un periodo di grandi novità per tutta la compagnia: il saluto di Pasquali, infatti, era stato preceduto dalla partenza del tenente Grazia Centrone, sostituita al comando del nucleo operativo dal tenente Tamara Nicolai.
Gianni Parrini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
